A circa tre settimane dall’ultimo episodio, a Boffalora sopra Ticino non si sono più registrati scippi. Un dato che, se da un lato rassicura i residenti, dall’altro non abbassa l’attenzione degli inquirenti, che continuano a lavorare per fare piena luce sui fatti avvenuti negli ultimi mesi. L’ultimo caso risale all’episodio avvenuto tra via San Defendente e via Fratelli Bandiera, dove una persona è stata avvicinata e derubata con una tecnica ormai consolidata: l’avvicinamento rapido, lo strappo della borsetta e la fuga immediata, spesso con un monopattino o in bicicletta.
Già all’inizio dell’anno si era verificato un episodio analogo in via Marzabotto. In quell’occasione una donna era rimasta ferita dopo essere caduta a terra in seguito allo scippo della borsetta. Le sue condizioni avevano richiesto accertamenti medici, riaccendendo il dibattito sulla sicurezza nelle aree periferiche del paese.
Secondo quanto emerso, le indagini si starebbero concentrando su una persona fortemente sospettata: un giovane, già noto alle forze dell’ordine, con diverse denunce a suo carico per reati analoghi. Si tratterebbe di un soggetto che gravita prevalentemente nelle zone periferiche e che in passato sarebbe già stato arrestato più volte, salvo poi essere rimesso in libertà.
Il nodo resta quello del quadro giuridico: non sussisterebbe il cumulo di pena necessario per disporre la custodia cautelare in carcere. Una situazione che alimenta malumori e preoccupazione tra i residenti, i quali chiedono maggiore presenza sul territorio e misure più incisive per prevenire nuovi episodi.




