Attualità - 16 marzo 2026, 10:39

Pavia, al San Matteo il primo impianto in Italia di una nuova endoprotesi per l’aorta toraco-addominale

Pavia, al San Matteo il primo impianto in Italia di una nuova endoprotesi per l’aorta toraco-addominale

Al San Matteo, per la prima volta in Italia è stata impiantata una nuova endoprotesi off-the-shelf per il trattamento mini-invasivo degli aneurismi dell’aorta toraco-addominale.

L’intervento è stato eseguito nei giorni scorsi dall’équipe di Chirurgia vascolare diretta da Antonio Bozzani, su un paziente di 68 anni che sta bene ed è già stato dimesso.

Il dispositivo, una Thoracoabdominal Branch Endoprosthesis, è una protesi endovascolare dotata di ramificazioni che consentono di mantenere la perfusione degli organi viscerali, escludendo allo stesso tempo la sacca aneurismatica dal flusso sanguigno.

Si tratta di un passo importante per la nostra attività clinica e per lo sviluppo delle tecniche endovascolari applicate alla patologia dell’aorta - spiega il dottor Antonio Bozzani, direttore della SC Chirurgia Vascolare del Policlinico San Matteo -. Disporre di nuovi dispositivi significa poter ampliare le opzioni terapeutiche e adattare sempre meglio il trattamento alle caratteristiche anatomiche e cliniche di ogni paziente”.

L’aneurisma dell’aorta toraco-addominale è una dilatazione progressiva del principale vaso sanguigno del corpo nel tratto che attraversa torace e addome. Spesso non dà sintomi e può rimanere silente per anni, ma la sua rottura rappresenta un’emergenza potenzialmente fatale.

Negli ultimi anni le tecniche endovascolari hanno permesso di trattare molti aneurismi dall’interno dei vasi sanguigni, attraverso piccoli accessi arteriosi e l’utilizzo di cateteri che consentono di posizionare protesi dedicate, riducendo l’invasività rispetto alla chirurgia tradizionale a cielo aperto.

La chirurgia endovascolare dell’aorta toraco-addominale è una procedura altamente complessa che richiede un’accurata pianificazione pre-operatoria, tecnologie di imaging avanzate, un team multidisciplinare con grande esperienza e pertanto è eseguibile solo in alcuni Centri nazionali individuati come Hub.

All’intervento hanno partecipato, oltre al dottor Bozzani, i chirurghi vascolari Vittorio Arici, Riccardo Corbetta ed Edoardo Destefanis, le anestesiste Debora Sportiello e Martina Sutton, le strumentiste Elena Pozzati e Rosa Rega, insieme al personale infermieristico di anestesia e di sala operatoria Alice Bianco, Paolo Di Giovanni, Giuseppa Rosaria Coppola, Elena Fasani ed Eleonora Torri nonchè i tecnici di radiologia medica Chiara Barbieri e Lorenzo Baroncelli.

Il risultato rappresenta un ulteriore passo avanti nell’attività della Chirurgia vascolare del Policlinico San Matteo e conferma il ruolo del centro pavese quale riferimento nello sviluppo delle tecniche mini-invasive per il trattamento delle patologie aortiche.

 

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