(Adnkronos) - "Per molte pazienti con tumore ovarico resistente al platino si può parlare oggi di una vera e propria luce dopo il buio, perché negli ultimi anni sono arrivate nuove opzioni terapeutiche che stanno cambiando le prospettive di cura". Lo ha spiegato Domenica Lorusso, responsabile del Centro di Ginecologia oncologica di Humanitas San Pio X e professore ordinario di Ostetricia e Ginecologia di Humanitas University, intervenendo all'incontro scientifico dedicato al tumore ovarico in corso a Sorrento, che riunisce oncologi e ricercatori impegnati nello studio e nel trattamento di questa patologia. "Per queste pazienti - ha aggiunto - significa poter contare su un farmaco che ha dimostrato di aumentare la sopravvivenza rispetto alla chemioterapia tradizionale in un setting di malattia particolarmente difficile da trattare, quello della recidiva resistente al platino, una condizione che nel corso della storia naturale della malattia coinvolge purtroppo la maggior parte delle pazienti".
"Un ruolo centrale in questa evoluzione è svolto anche dalle nuove linee guida europee, che stanno aggiornando l'approccio al trattamento del tumore ovarico alla luce delle più recenti evidenze scientifiche. Da poche settimane sono state pubblicate le nuove linee guida europee - ha sottolineato Lorusso - che includono il mirvetuximab con livello di evidenza 1 e forza della raccomandazione A. Questo significa che il farmaco è fortemente raccomandato nelle pazienti con tumore sieroso di alto grado resistente al platino che iperesprimono il recettore dei folati, diventando quindi il nuovo standard di cura per questa popolazione di pazienti". Secondo l'esperta "questo si traduce nella possibilità di controllare più a lungo la malattia e, in molti casi, di migliorare la qualità di vita delle pazienti. E' un passo avanti rilevante in un ambito che per molti anni ha avuto poche innovazioni terapeutiche".
Lorusso ha quindi lanciato anche un messaggio di fiducia alle pazienti oncologiche. "La ricerca non è mai stata così dinamica e veloce come in questo momento. Questo farmaco è stato approvato a novembre 2024 e già a febbraio 2025 era disponibile anche in Italia per le nostre pazienti. Sebbene non sia ancora ufficialmente rimborsato, circa 600 pazienti nel nostro Paese lo hanno già ricevuto. Il messaggio - ha concluso - è di crederci, perché mai come oggi stanno arrivando opportunità terapeutiche che fino a pochi anni fa sembravano impensabili".




