Un'operatrice socio-sanitaria (OSS) incensurata è finita nei guai con la giustizia con la grave accusa di esercizio abusivo della professione infermieristica. I Carabinieri della Stazione di Casteggio, a conclusione di un'attenta attività investigativa, hanno deferito la donna in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pavia per la violazione dell'articolo 348 del Codice Penale.
Le indagini sono scattate nei giorni scorsi a seguito di un esposto formale presentato ai militari dell'Arma dal Direttore Generale di una locale casa di riposo, insospettito da alcune anomalie nella gestione dei pazienti all'interno della struttura.
I sospetti della direzione hanno trovato rapida e inequivocabile conferma nell'acquisizione delle immagini del sistema di videosorveglianza interno. Visionando i filmati, i Carabinieri hanno potuto ricostruire quanto accaduto la sera dello scorso 7 marzo: l'indagata, pur non possedendo alcun titolo di studio o abilitazione professionale infermieristica, è stata ripresa mentre praticava un'iniezione sottocutanea a uno degli anziani ospiti della struttura. Nello specifico, la donna gli ha somministrato una dose di eparina, un farmaco anticoagulante la cui iniezione è di stretta ed esclusiva competenza medica o infermieristica, e non rientra in alcun modo tra le mansioni di un'operatrice socio-sanitaria.
Il quadro accusatorio a carico della donna è stato ulteriormente aggravato dalle testimonianze raccolte sul posto. Durante la fase di indagine, i militari hanno ascoltato alcune colleghe dell'indagata. In sede di sommarie informazioni testimoniali, le dipendenti hanno confermato il modus operandi della donna, consolidando così l'impianto probatorio.
L'operatrice dovrà ora rispondere delle sue azioni davanti all'Autorità Giudiziaria pavese.




