Attualità - 15 aprile 2026, 13:23

Vigevano, leggere gli sguardi. Il Photovoice come strumento d’indagine sulla lettura al femminile

(locandina realizzata da Elisa Macellari)

(locandina realizzata da Elisa Macellari)

Giovedì 23 aprile alle ore 10.00, presso la Sala Leonardiana del Castello Sforzesco, si svolgerà l’inaugurazione della mostra fotografica “Leggere gli sguardi – Promuovere il cambiamento sociale attraverso le fotografie”, punto di arrivo del percorso di ricerca che ha utilizzato il Photovoice come strumento d’indagine.

Grazie alla collaborazione tra Biblioteca dei Ragazzi G. Cordone, ASST Pavia e Museo Archeologico Nazionale della Lomellina prende il via l’atto conclusivo del progetto di Photovoice, una metodologia di ricerca-azione partecipata in cui le persone utilizzano la fotografia per rappresentare il loro territorio e le loro esperienze. L’iniziativa è inserita all’interno della campagna nazionale promossa dal Centro per il Libro e la Lettura “Il Maggio dei Libri”.

La mostra sarà ospitata il 23 e 24 aprile presso la Sala Leonardiana del Castello Sforzesco con i seguenti orari: dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 (ultimo ingresso ore 17.00). Ingresso accessibile anche alle persone con disabilità presso l’Infopoint.

Nei giorni successivi, il 25 e 26 aprile, la mostra si sposterà nelle sale del Museo Archeologico Nazionale della Lomellina, adiacente alla Sala Leonardiana, con apertura dalle 9.00 alle 17.00 (ultimo ingresso ore 16:30). Il tema di questa ricerca per immagini è stato “Si può ancora leggere nel 2026?” e il gruppo di lavoro, costituito dieci persone tra mamme, nonne, insegnanti, professioniste ed artiste, nei cinque mesi di indagine è arrivato ad alcune interessanti riflessioni in merito, come ad esempio: “Non è importante quanto si legge, ma dove, con chi e in che modo.

Dove c’è spazio per un libro, c’è spazio per una relazione, per l’immaginazione, per il futuro” commenta Gaia Sajni – architetto, riferendosi agli ambiti di ricerca fotografica intitolati “Contrasti” e “I libri nelle case”. “A volte – prosegue Nadia Galuppo, nonna e volontaria lettrice alla biblioteca dei ragazzi e volontaria presso la RSA Casa per l’Anziano di Parona – aprire le pagine davanti alle persone fa nascere contatti, apre ricordi sepolti, incuriosisce mondi distanti tra loro.”

“In questi mesi – prosegue Naike Galimberti, professionista – abbiamo cercato i libri, li abbiamo osservati e anche immortalati. Libri a colori, libri che non vediamo l’ora di condividere o che invece custodiamo gelosamente perché, in fondo, parlano troppo di noi. E poi ci sono i libri per bambini, e qui li ritroviamo nei luoghi più insoliti, ma anche più spontanei, perché si legge in un armadio, sul vasino, si legge al mattino e mentre si viaggia”.  

“In definitiva – dichiara il gruppo di lavoro – possiamo essere concordi sul fatto che non è vero che non leggiamo più, perché i libri non sono semplici oggetti, ma presenze domestiche e compagni di vita, che raccontano abitudini, affetti, memorie, lingue, tempi e relazioni”.“Ringraziamo per il considerevole impegno tutte le partecipanti del gruppo – concludono Nicoletta Giaquinta, bibliotecaria, e Antonella Albrigoni, assistente sociale di ASST – ma anche le tante realtà che hanno accolto con entusiasmo la nostra proposta di collaborare a questo progetto: Chiara Franzetti – Distretto Lomellina ASST Pavia, Fondazione Clerici (Vigevano), Comune di Parona, RSA Casa per l’Anziano (Parona), Spazio Orientamento Lavoro (Vigevano), Associazione Mafalda Voci di Donne (Biella), ENAIP (Vigevano), Allattamento e dintorni – associazione di promozione sociale (Vigevano), Casa Circolab (Vigevano), Urban Readers (Vigevano).”

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