Il Policlinico San Matteo di Pavia rafforza il proprio impegno nella presa in carico dei pazienti con dolore con l’istituzione della Struttura Semplice Dipartimentale (SSD) di Terapia del Dolore. Un’attività ambulatoriale già consolidata da tempo viene oggi elevata a struttura dipartimentale, riconoscendone il ruolo strategico e la trasversalità all’interno dell’ospedale.
La nuova Struttura si configura come un centro multidisciplinare altamente specializzato, dedicato alla valutazione, diagnosi e trattamento del dolore acuto e cronico, sia di origine oncologica che non oncologica. L’approccio adottato è integrato e personalizzato, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita e la funzionalità dei pazienti, attraverso la combinazione di terapie farmacologiche, tecniche interventistiche e supporto psicosociale.
Alla guida della struttura è stata nominata la professoressa Silvia Natoli, dirigente medico presso il Policlinico San Matteo e Professore Associato di Anestesia, Rianimazione e Terapia del Dolore presso l’Università di Pavia.
Il team della Struttura di Terapia del Dolore sarà composto da medici specialisti in anestesia, rianimazione e terapia del dolore, medici in formazione specialistica e infermieri dedicati, a garanzia di una presa in carico completa e qualificata del paziente.
La professoressa Natoli vanta un percorso accademico e clinico di alto profilo: medico chirurgo specialista in anestesia e rianimazione, con dottorato di ricerca e Abilitazione Scientifica Nazionale alle funzioni di professore di prima fascia in anestesiologia. Attualmente è anche Direttrice della Scuola di Specializzazione in Anestesia, Rianimazione, Terapia Intensiva e del Dolore dell’Università di Pavia.
Nel corso della sua carriera ha ricoperto ruoli di rilievo a livello nazionale; attualmente è anche Responsabile dell’Area Culturale Dolore e Cure Palliative della SIAARTI e membro del Comitato Tecnico Sanitario presso il Ministero della Salute per l’attuazione della legge sulle cure palliative e la terapia del dolore. È inoltre membro dell’Organismo di Coordinamento della Rete di Terapia del Dolore della Regione Lombardia.
Ha maturato una consolidata esperienza nella gestione di centri di terapia del dolore, tra cui la responsabilità della UOSD di Terapia Antalgica – Centro HUB della Regione Lazio presso il Policlinico Tor Vergata.
Il suo percorso clinico comprende una lunga esperienza nella gestione del paziente critico in ambito intensivistico, integrata da un’attività di ricerca e didattica nel campo della terapia del dolore.
“È per me un grande onore assumere la guida della nuova Struttura Semplice Dipartimentale di Terapia del Dolore del Policlinico San Matteo – dichiara la professoressa Silvia Natoli -. Ringrazio la Direzione e l'Ateneo per la fiducia riposta: questo riconoscimento ci permette di rafforzare un percorso già consolidato, portando la presa in carico del paziente con dolore a un livello ancora più integrato e multidisciplinare”.
“Il nostro obiettivo è sviluppare ulteriormente le competenze cliniche, la ricerca e la formazione, così da rispondere in maniera sempre più efficace alle diverse necessità dell’ospedale – prosegue la responsabile della SSD Terapia del dolore -. L’obiettivo è rendere la nuova struttura un punto di riferimento per il trattamento del dolore acuto e cronico, oncologico e non oncologico, valorizzando l’approccio personalizzato e il lavoro in equipe, e promuovendo soluzioni innovative a supporto della qualità della vita dei pazienti. Ci proponiamo di implementare protocolli condivisi con le altre discipline coinvolte nel trattamento del dolore e con il Centro HUB di riferimento e di consolidare i rapporti con altri presidi territoriali. Siamo pronti a crescere, collaborare e contribuire attivamente a far sì che il Policlinico San Matteo sia un centro di eccellenza nella gestione del dolore”.
Con la nuova struttura, il Policlinico San Matteo consolida il proprio ruolo di riferimento nella gestione del dolore, promuovendo un modello organizzativo innovativo, centrato sul paziente e basato sull’integrazione tra competenze cliniche, ricerca e formazione.




