(Adnkronos) - "Il Premio Internazionale Fair Play Menarini giunge al suo trentesimo anniversario: un lungo percorso durante il quale tanti campioni hanno raccontato le loro storie e, attraverso di esse, abbiamo potuto celebrare i valori che stanno dietro alle vere vittorie: l'etica, la lealtà, il rispetto dell'avversario e delle regole". Lo ha detto Filippo Paganelli, membro del Board della Fondazione Fair Play Menarini, parlando con i giornalisti a Firenze in occasione del 30° Premio Internazionale Fair Play Menarini. Questa sera si terrà la cerimonia di premiazione al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino.
"Quest'anno festeggiamo il 30esimo anniversario in grande stile, perché abbiamo davvero un panel di grandissimi campioni - ha sottolineato Paganelli -: oltre ottanta medaglie tra Olimpiadi e Mondiali, fuoriclasse del salto in alto come Armando Duplantis, del calcio come Diego Milito e Gianfranco Zola, Gregorio Paltrinieri per il nuoto, Bebe Vio, simbolo di resilienza oltre che di sport, e Achille Polonara, simbolo di forza e resilienza della pallacanestro italiana. Davvero tantissimi esempi che rendono grande questa celebrazione e ci accompagneranno nel nostro cammino futuro".
Paganelli ha ricordato che quelle premiate "sono tutte storie bellissime. Forse quella che mi ha colpito di più è proprio quella di Bebe Vio, perché ha affrontato un percorso che nessuno si aspetterebbe. Ha dimostrato una straordinaria forza di volontà e una grande capacità di reagire a ciò che le è accaduto. Lo ha fatto attraverso lo sport, vincendo tutto quello che poteva vincere, e oggi continua con la stessa dedizione aiutando le persone che, come lei, hanno incontrato difficoltà ad avvicinarsi allo sport a causa della disabilità".
Filippo Paganelli ha evidenziato che è "motivo di grandissimo orgoglio sapere che alle spalle della nostra Fondazione c'è un'azienda come Menarini, che fa della volontà di trasmettere valori uno dei propri punti di forza. E senza Menarini non esisterebbe la Fondazione Fair Play Menarini. Menarini crede profondamente in questi valori. I campioni sono esempi, perché oggi le giovani generazioni imparano soprattutto da ciò che vedono, sui social e in televisione. Senza esempi positivi sarebbe difficile trasmettere determinati insegnamenti. Celebrando chi sa vincere con umiltà ma anche perdere con dignità, facciamo capire che vincere è importante, ma lo è ancora di più il modo in cui si vince. Questo vale nello sport, ma anche nella vita, nel lavoro e nella quotidianità".
In una società che sembra sempre più segnata da odio e contrapposizione, è "importantissimo un messaggio come quello del fair play, anche oltre l'ambito sportivo - ha concluso Paganelli - Lo sport amplifica questi valori perché rappresenta una passione condivisa da tutti. Ma sono principi che ritroviamo nella vita di ogni giorno. Se ci fossero più fair play, più lealtà e più correttezza, probabilmente avremmo una cronaca meno drammatica di quella a cui assistiamo oggi".




