(Adnkronos) -
Paolo Bertolucci 'difende' Jannik Sinner. Il tennista azzurro, reduce dal trionfo di Wimbledon, ha deciso di rinunciare al Masters 1000 di Montreal, interrompendo così la striscia di quattro 1000 vinti consecutivi dopo le vittorie di Indian Welles, Miami, Madrid e Roma, e rinunciando, di fatto, alla possibilità di diventare il primo nella storia a vincere tutti i tornei di categoria.
Una scelta che non tutti, tra tifosi e appassionati, hanno condiviso, ma che invece è più che comprensibile per Bertolucci: "Jannik ha un super staff dietro di lui e non è soltanto un ragazzo maturo: di più. Anzi, mille volte di più. Già a Wimbledon avevo saputo che non avrebbe giocato il Masters 1000 in Canada, quindi era tutto programmato per tempo", ha detto a Il Fatto Quotidiano, "Jannik fa i test fisici e bisogna vedere come sta con la testa. Sanno loro all’interno benissimo tutto quanto".
Poi proprio sulle polemiche il giudizio di Bertolucci è stato piuttosto netto: "A parte che è molto difficile fare questo record, ci sono ancora quattro 1000 da disputare quindi è molto difficile vincerli tutti", ha spiegato l'ex tennista azzurro, "ma al di là di questo poi quando hai vinto tutto, che hai fatto? È una medaglia di latta che ti metti al petto, che non ti porta niente e che ti può uccidere fisicamente. Invece, una vittoria dello Slam ti ricopre di gloria".
Molti però, su X, hanno rovesciato tutto il loro rammarico per la rinuncia al possibile record di Sinner: "I record sono fatti per essere battuti, ma se nemmeno ci provi...", ha scritto un utente, seguito da "io ci credevo ai nove Masters 1000 di fila". Insomma, aver completato il Career Golden Masters, ovvero aver vinto in carriera tutti i tornei di categoria almeno una volta, non basta per qualcuno: "Era il momento perfetto per inseguire questo sogno, peccato".




