(Adnkronos) - Il daraxonrasib per il trattamento del tumore del pancreas "è stato approvato dalla Food and Drug Administration (Fda) negli Stati Uniti ed è, quindi, utilizzabile nella pratica clinica americana". Così all'Adnkronos Salute l’oncologa Chiara Cremolini, membro del direttivo dell’Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) e professoressa di Oncologia all’Università di Pisa.
"Si tratta, tuttavia, di un farmaco a pagamento, il cui costo può essere coperto dalle assicurazioni sanitarie in base alle condizioni della polizza. Il sistema sanitario statunitense, infatti, è strutturato in modo diverso da quello italiano. Se un cittadino statunitense desidera avere accesso al farmaco, deve sostenerne il costo, direttamente o attraverso la propria assicurazione. Questo oggi vale anche per un paziente italiano: comprarsi il farmaco è possibile ma deve essere ben chiaro che parliamo di una terapia non definitiva".
"Poiché non è ancora approvato dall’Ema, che sta effettuando la revisione dei dati, il farmaco non può essere utilizzato e rimborsato nei sistemi sanitari pubblici, ma può essere al momento solo acquistato a spese del paziente. L’Ema sta aspettando che l’azienda produttrice presenti la richiesta di immissione in commercio", aggiunge.
Cremolini interviene così sulla vicenda di Max Parisi, noto conduttore radiofonico, che in un’intervista ha raccontato la propria esperienza con il tumore al pancreas: "Avevo un mese di vita, sono volato in America per provare un nuovo farmaco contro il tumore al pancreas. Ora forse arriverò a Natale. Dalla vita ho avuto tutto, vorrei solo passare il tempo che mi resta con la mia famiglia". Il 31 luglio i medici avevano comunicato a Parisi che non c’erano più opzioni terapeutiche disponibili. Il 26 agosto, negli Stati Uniti, è arrivata l’approvazione del daraxonrasib, un farmaco diretto contro una specifica alterazione molecolare associata al tumore del pancreas. A quel punto Parisi ha scelto di tentare una nuova terapia e ha deciso di raccontare la sua storia.
Sul possibile ricorso all’uso compassionevole del farmaco, Cremolini precisa: "L’uso compassionevole in generale è un programma messo in campo da un’azienda farmaceutica, ma in Europa l’azienda in questione non ha ancora attivato alcun programma di uso compassionevole, per cui questa opzione di accesso precoce al momento non esiste". L’oncologa ricorda inoltre che, ai primi di settembre, "l’Aiom ha fatto richiesta all’azienda farmaceutica di procedere in tal senso e avviare un dialogo con Aifa". La questione ha successivamente dato origine anche a interrogazioni parlamentari bipartisan. Il nodo principale, però, resta quello del costo.
"Il prezzo attuale, circa 40mila dollari per un mese di terapia, non è sostenibile - sottolinea Cremolini -. Parliamo di una terapia che, se efficace, deve essere continuata finché funziona e quindi comporta una spesa di migliaia di dollari ogni mese. Se invece non funziona, il paziente ha comunque sostenuto fino a quel momento (in genere dopo almeno 2 mesi di terapia), una spesa molto elevata".Il daraxonrasib, chiarisce l’oncologa, "non rappresenta una cura definitiva del tumore, ma può contribuire a rallentarne la progressione e a prolungare la sopravvivenza in alcuni pazienti.Da medico trovo inaccettabile e non etico dire a un paziente che deve acquistare a queste cifre un farmaco", afferma Cremolini. "Al paziente spiego che questa possibilità esiste, ma non la caldeggio. Ci sono pazienti e famiglie che si indebitano per una terapia che non è risolutiva". Quanto alla scelta di Max Parisi, l’oncologa sottolinea: "Rispetto la sua decisione e non voglio sminuire il valore del farmaco, perché il farmaco rappresenta un grande passo in avanti per questa patologia. Ma non è una soluzione definitiva" conclude Cremolini.
Nel settembre 2026, in concomitanza con il secondo anniversario della scomparsa di Paola Marella, il marito ha lanciato un appello pubblico, prendendo spunto dalla storia di Rachele Cavani, una ragazza che aveva scritto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per chiedere aiuto per le cure della madre.




