(Adnkronos) - La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha scritto oggi, giovedì 1 ottobre, alla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. Nella missiva si parla del "problema dell'impatto sui conti pubblici dell'aumento dell'inflazione rispetto a quella programmata. ". "E' ovvio - aggiunge la premier dal palco dell'80esimo anniversario della Cna - che se l'Unione europea ha fatto tutte le stime su un'inflazione che era programmata e oggi l'inflazione è più alta, noi dobbiamo considerare che quei conti sono completamente diversi, cioè il governo italiano e l'Italia, ma è un problema che hanno tutti gli Stati membri, ha una serie di adeguamenti automatici per legge. Pensate alle pensioni, pensate all'assegno unico e non si può non tenere in considerazione di questo cambio totale dei conti che non dipende dalle scelte che fa il governo ma dipende dalla situazione contingente, chiediamo che anche questo venga considerato".
"Tra i dossier che abbiamo prioritari sul tavolo c'è la maggiore flessibilità in Europa per far fronte alla crisi energetica. Quando lo abbiamo fatto molti dicevano che non era necessario, non era un tema esplosivo, registro a mesi di distanza diversi colleghi europei che pongono la stessa questione, l'Italia è stata lucida nel porla per tempo e nell'ottenere 14 miliardi, sono risorse che vogliamo utilizzare per abbassare strutturalmente il prezzo dell'energia per le imprese", aggiunge Meloni.
Al momento è in corso un vertice a Palazzo Chigi con la premier, Tajani, Salvini e Giorgetti.
Altro dossier su cui "lavoriamo incessantemente è il costo dell'energia, penso che tutti quanti ricorderete che in questi anni abbiamo stanziato circa 60 miliardi di euro per proteggere gli italiani" dall'aumento del costo dell'energia. Abbiamo potenziato, allargato il bonus sociale a milioni di famiglie, abbiamo aiutato piccole e grandi imprese ad avere bollette più leggere, quando i prezzi del carburante sono schizzati alle stelle con il conflitto in Iran e la crisi di Hormuz. Continuiamo a lavorare ogni giorno e riteniamo che l'Europa possa avere una voce più solida, forse anche unica come mi è capitato di vedere in altre situazioni".
"Però quando i prezzi dei carburanti sono schizzati - prosegue -, siamo intervenuti con il taglio degli accise, con il meccanismo delle accise mobili, l'abolizione del bollo auto sulle auto utilizzate dalle famiglie in città, abbiamo lanciato un appello alle società energetiche a dare una mano in questo momento in difficoltà sono fiera che società, come Eni, Socar e Q8 abbiano aderito, e queste si sia oggi aggiunta la libica Tamoil, che pure vogliono ringraziare. Non basta, lo so, bisogna fare di più: costruire soluzioni strutturali di lungo periodo a livello nazionale".
"Ogni volta che un artigiano fa bene il proprio lavoro rende l'Italia più unica", ha detto Meloni, definendo il settore un "baluardo di autenticità" in un mondo sempre più omologato. "Senza artigianato non esisterebbe il Made in Italy" ha aggiunto, riconoscendo le difficoltà del momento per imprese, lavoratori e governo, invitando però a guardare all'esempio degli artigiani, capaci di creare valore anche nelle condizioni più complesse. Ha, quindi, confermato l'impegno dell'esecutivo sulla legge delega per l'artigianato, con l'obiettivo di tutelarne la specificità e rafforzare il sistema produttivo nazionale. Una misura che, ha concluso, punta a sostenere occupazione, crescita e competitività delle imprese.
"Abbiamo deciso di accelerare sull'aumento della produzione nazionale di petrolio e di gas e riprendere la strada del nucleare", ha affermato Giorgia Meloni, sottolineando la necessità di rafforzare l'autonomia energetica del Paese. Secondo la premier, "è arrivato il momento di recuperare troppi ritardi che abbiamo accumulato negli anni" nel settore energetico. Meloni ha quindi evidenziato quella che considera una contraddizione dell'attuale sistema: "Non ha grandissimo senso che noi prendiamo energia nucleare prodotta da centrali di nazioni a noi vicine e non produciamo quella energia". L'obiettivo, ha spiegato, è aumentare la capacità produttiva nazionale per garantire maggiore sicurezza energetica e competitività al sistema economico italiano.




