Attualità - 05 ottobre 2026, 17:30

Ceramico-terapia: un progetto di Fondazione Mondino IRCCS e Fondazione Lene Thun ETS

A Pavia si è svolto un incontro con la partecipazione di Peter Thun. Inaugurata l'opera collettiva "Il filo del discorso"

La Fondazione Mondino IRCCS di Pavia ha ospitato lunedì 5 ottobre un incontro dedicato al laboratorio permanente di ceramico-terapia che Fondazione Lene Thun ETS offre gratuitamente ai bambini e ai ragazzi in cura presso il Centro di Neuroftalmologia dell’età evolutiva.

La giornata ha rappresentato un momento di condivisione e approfondimento per raccontare la nascita del progetto, la sua realizzazione all’interno della Fondazione Mondino e l’esperienza dei bambini e ragazzi che, ogni settimana, partecipano al laboratorio. All’incontro ha preso parte Peter Thun, fondatore di Fondazione Lene Thun ETS, che ha avuto modo di incontrare i protagonisti delle attività: i bambini e i ragazzi.

Nata nel 2006, la Fondazione Lene Thun ETS dal 2014 ha portato negli ospedali italiani, principalmente nei reparti di oncoematologia pediatrica, un servizio gratuito e permanente di terapia ricreativa attraverso la modellazione dell’argilla. I laboratori permanenti attivi sono 56 in 36 strutture sanitarie e, dal 2014, sono stati coinvolti oltre 90mila bambini. Nel 2026 la Fondazione ha celebrato i 20 anni dalla sua nascita.

La ceramico-terapia è nata con l’obiettivo di offrire ai bambini e ai ragazzi uno spazio di creatività, manualità ed espressione personale, capace di affiancare il percorso clinico e assistenziale. Attraverso il lavoro con l’argilla, i giovani pazienti possono sperimentare un’attività libera e partecipativa, condividere un momento con gli altri e trovare una modalità personale per esprimere emozioni e vissuti.

Per la prima volta, Fondazione Lene Thun ETS porta la ceramico-terapia in un Centro di Neuroftalmologia dell’età evolutiva, aprendo il proprio intervento a un nuovo ambito di cura. Presso la Fondazione Mondino, ogni venerdì bambini e ragazzi possono partecipare al laboratorio permanente di ceramico-terapia, accompagnati da ceramisti, terapisti e volontari. Un contesto in cui la manualità e il contatto con l’argilla assumono un significato profondo: il tatto diventa uno strumento privilegiato di esplorazione, espressione e relazione.

«Il laboratorio di ceramico-terapia rappresenta un'importante opportunità per integrare nel percorso di cura una dimensione di creatività, relazione e partecipazione – ha sottolineato Sabrina Signorini, responsabile del Centro di Neuroftalmologia della Fondazione Mondino IRCCS –. La possibilità di dedicarsi alla ceramica in uno spazio pensato per loro consente ai bambini e ai ragazzi di vivere un’esperienza diversa da quella strettamente clinica, mettendo al centro potenzialità, curiosità e libertà espressiva».

L’incontro del 5 ottobre si è aperto con i saluti istituzionali di Gianni Bonelli, Direttore Generale della Fondazione Mondino e con un momento dedicato alle figure istituzionali e ai rappresentanti degli enti coinvolti nel progetto.

È seguito un approfondimento a cura della Direttrice della Fondazione Lene Thun ETS, Paola Adamo, dedicato alla nascita della ceramico-terapia, alla sua evoluzione nel tempo e al percorso di validazione scientifica intrapreso, oltre che agli impatti dell’opera della Fondazione.

È stata quindi Sabrina Signorini, Responsabile del Centro di Neuroftalmologia della Fondazione Mondino, a presentare il progetto e la sua applicazione all’interno dell’Istituto, illustrandone le caratteristiche, le finalità e le modalità di realizzazione. 

A conclusione è intervenuto Peter Thun, Fondatore della Fondazione Lene Thun, che ha portato il proprio contributo e le proprie riflessioni sul valore e sullo sviluppo del progetto.

"Nell’anno in cui celebriamo i vent’anni della Fondazione, è particolarmente significativo vedere come la nostra presenza continui ad ampliarsi, raggiungendo nuovi ambiti di cura. È un percorso reso possibile anche dal crescente riconoscimento, da parte delle strutture ospedaliere, dei piccoli pazienti e delle loro famiglie, del valore che la ceramico-terapia può avere nell’affiancare il percorso di cura. Essere oggi al Mondino, per la prima volta in un Centro di Neuroftalmologia dell’età evolutiva, rappresenta per noi un nuovo passo in questo cammino e ci incoraggia a continuare a portare questa esperienza a un numero sempre maggiore di bambini e ragazzi", ha dichiarato Peter Thun, fondatore di Fondazione Lene Thun ETS.

Nel corso della giornata è stato inoltre inaugurato “Il filo del discorso”, un’opera collettiva e in divenire composta da piccole opere  di ceramica create dai bambini e dai ragazzi durante i laboratori. Un progetto che lascia ai giovani in cura piena libertà creativa e che, allo stesso tempo, mette in relazione espressioni individuali: un pensiero si unisce al successivo e, formella dopo formella, prende forma un discorso collettivo destinato a crescere nel tempo. L’installazione si snoda a partire dall’atrio della Fondazione Mondino e accompagna il percorso fino al reparto, trasformando questo filo di pensieri in un segno che attraversa e abita gli spazi.

Per valorizzare nel tempo il lavoro realizzato dai giovani partecipanti, nell’atrio della Fondazione Mondino è stata inoltre collocata una teca dedicata agli elaborati del laboratorio, destinata a ospitare a rotazione le opere realizzate dai bambini e dai ragazzi.

Particolarmente significativo è stato l’incontro con i piccoli e giovani pazienti coinvolti nel progetto di ceramico-terapia, veri protagonisti dell’iniziativa e dell’esperienza laboratoriale sviluppata all’interno della Fondazione Mondino.

La giornata si è conclusa con la visita di Peter Thun al Centro di Neuroftalmologia dell’età evolutiva e al reparto di Neuropsichiatria Infantile della Fondazione Mondino, durante la quale ha potuto conoscere più da vicino gli spazi, i professionisti e le attività quotidianamente dedicate ai giovani pazienti.

L’appuntamento del 5 ottobre ha così raccontato concretamente il valore di una collaborazione che ha portato la creatività all’interno del percorso assistenziale e che ha offerto ai giovani pazienti un’occasione di espressione, condivisione e partecipazione, accanto alle attività cliniche e di cura.

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