Cronaca - 22 ottobre 2026, 20:59

Controlli sulla caccia dei carabinieri forestali di Magenta

A 30 giorni dall’inizio della stagione venatoria in Lombardia, sono iniziati i primi controlli dei Carabinieri Forestali di Magenta nei comuni del Parco del Ticino e località limitrofe.

Nei giorni scorsi cinque soggetti in atteggiamento di caccia sono stati controllati e denunciati, nelle due diverse località di Vermezzo con Zelo e di Ozzero.

Nel primo controllo, due soggetti, padre e figlio, della provincia di Brescia, sono stati colti in flagranza mentre eseguivano, all’interno di un appostamento temporaneo di caccia, abbattimento di specie particolarmente protette con mezzi non consentiti, quali richiami acustici per attirare l’avifauna. Uno dei due soggetti era inoltre completamente sprovvisto di porto di fucile nonché di licenza di caccia, in totale violazione della normativa oltre che sulla caccia anche di quella più restringente sulle armi. I Carabinieri Forestali di Magenta hanno dunque proceduto alla denuncia a piede libero, al sequestro delle armi, 3 fucili uso caccia, di 2 richiami acustici e dell’avifauna abbattuta, un “bottino” di 59 pispole, specie particolarmente protetta, 6 allodole, 1 beccaccino e 1 tordo bottaccio, che uno dei soggetti aveva cercato di occultare nella propria autovettura alla vista degli operanti. I carabinieri Forestali hanno prontamente ritirato la licenza di caccia, notiziando l’Autorità di Pubblica Sicurezza competente.

Parimenti qualche giorno dopo nel comune di Ozzero, in collaborazione con il personale del Settore Vigilanza del Parco del Ticino, altri tre soggetti sempre della provincia di Brescia, sono stati controllati all’interno di un appostamento fisso di caccia. I tre cacciatori, oltre ad utilizzare un richiamo acustico vietato per attrarre l’avifauna, che veniva poi abbattuta, sono stati trovati in possesso di un fucile con canna ad anima liscia con caricatore in grado di contenere un numero di cartucce superiore alle due consentite. Gli operanti hanno verificato che tutte le specie abbattute fossero effettivamente specie cacciabili, ma l’utilizzo del richiamo acustico e del fucile con caricatore in grado di contenere più di due cartucce, costituendo dei mezzi non consentiti per la caccia, hanno fatto comunque scattare la denuncia alla Autorità Giudiziaria, il sequestro delle armi, per un totale di 5 fucili, e dell’avifauna abbattuta.

Anche in questo caso i Carabinieri Forestali hanno prontamente avvisato l’Autorità di Pubblica Sicurezza.

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