Cultura-Eventi - 23 ottobre 2026, 12:50

Pavia, I Fiö dla Nebia tornano al Fraschini: 35 anni di canzoni, video e ricordi

Domenica 8 novembre alle 17 la serata rinviata per maltempo al Ticinum Festival. Sul palco Silvio Negroni, i musicisti delle diverse formazioni e numerosi ospiti, tra cui gli Autogol. Conduce Paolo Zanocco. Ingresso gratuito su prenotazione

Pavia, I Fiö dla Nebia tornano al Fraschini: 35 anni di canzoni, video e ricordi

Trentacinque anni di canzoni in dialetto pavese, concerti e ricordi. Domenica 8 novembre, alle 17, i Fiö dla Nebia tornano al Teatro Fraschini con “Quänd fa cald a Pavia”, lo spettacolo inizialmente previsto a settembre nell'ambito del Ticinum Festival e annullato a causa del maltempo.

Non sarà un concerto tradizionale, ma un viaggio nella storia del gruppo fondato da Silvio Negroni, attraverso filmati inediti, racconti dei protagonisti, testimonianze e qualche canzone. Sul palco si ritroveranno i musicisti che hanno fatto parte delle diverse formazioni dei Fiö dla Nebia, insieme a numerosi ospiti. Tra questi anche gli Autogol, che interpreteranno uno dei brani del gruppo. Nel finale, tutti insieme per Quänd fa cald a Pavia, una delle canzoni più conosciute del repertorio.

«Ringraziamo il sindaco Michele Lissia che, dopo la delusione per l'annullamento dello spettacolo al Ticinum Festival, ci ha dato l'opportunità di recuperarlo aprendo le porte del Teatro Fraschini – sottolinea Carlo Gariboldi, presidente di Ticinum Festival APS –. Sarà una bellissima occasione per ripercorrere la storia di un gruppo che ha allietato tante serate, non soltanto in città, e le cui canzoni hanno accompagnato diverse generazioni di pavesi».

A condurre lo spettacolo sarà Paolo Zanocco, conosciuto anche come Al dutur, che rivendica un ruolo particolare nella storia del gruppo: «Sono felice e onorato di presentare questa serata per due ragioni. La prima è che Silvio Negroni mi ha sempre detto: “Se mai organizzeremo una serata per la quale servirà un presentatore, voglio che sia tu”. La seconda è che il nome Fiö dla Nebia l'ho inventato io. Come è nato? Lo racconterò l'8 novembre sul palco del Fraschini».

La serata è organizzata da Ticinum Festival APS. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria sul sito www.ticinumfestival.com.

Dichiarazione sindaco Michele Lissia: «I Fiö dla Nebia sono un pezzo importante della storia culturale della nostra città. Con le loro canzoni hanno saputo raccontare Pavia, le sue tradizioni, il suo carattere e soprattutto la sua gente, utilizzando il dialetto in modo originale, ironico e contemporaneo. Il loro è un patrimonio che appartiene a intere generazioni di pavesi e che merita di essere custodito e trasmesso. Dopo il rinvio dello scorso settembre, abbiamo voluto fortemente recuperare questo appuntamento in uno dei luoghi simbolo della cultura cittadina, il Teatro Fraschini. Sarà una festa della musica, della memoria e dell'identità pavese. Ringrazio Silvio Negroni, tutti i musicisti e gli organizzatori del Ticinum Festival per aver reso possibile lo spettacolo».

Intervista a Silvio Negroni: «Il nostro dialetto a ritmo di beat e rock. Così abbiamo conquistato anche i bambini»

Il fondatore dei Fiö dla Nebia ripercorre la storia del gruppo: dalle prime canzoni scritte per uno spettacolo al Fraschini alle diverse formazioni, fino alla rimpatriata dell'8 novembre.

Come sono nati i Fiö dla Nebia?

«L'idea di scrivere canzoni in dialetto pavese risale addirittura al 1977, anche se il gruppo è nato nel 1989. Tutto è cominciato quasi per caso. Il regista Carlo Cotti stava preparando uno spettacolo al Teatro Fraschini e voleva inserire alcune canzoni pavesi. Si rivolse a Marco Gobbi, che allora lavorava alle Rotonde di Garlasco. Il problema era che noi quelle canzoni non le conoscevamo. Così abbiamo deciso di scriverle. Venivamo da un mondo musicale completamente diverso, ma ci siamo accorti che scrivere in dialetto era divertente. Il pavese ha tantissime parole tronche, che si adattano benissimo alla musica. Un po' come l'inglese, si presta alle ritmiche moderne. All'inizio abbiamo inciso una musicassetta, poi il progetto si è fermato per un po', anche perché io ero impegnato nella collaborazione con Drupi. Nel 1989 abbiamo ripreso e da lì è cominciata la storia dei Fiö dla Nebia. Non volevamo fare musica folcloristica. Le nostre sono sempre state canzoni d'autore, scritte in dialetto ma con ritmi contemporanei. I nostri riferimenti erano Jannacci, Dario Fo, Gaber, i Gufi. Non avrebbe avuto senso imitare uno stile musicale che non ci apparteneva».

Quali sono state le ragioni del vostro successo?

«Credo soprattutto la sorpresa. Con la prima cassetta avevamo raggiunto un pubblico abbastanza tradizionalista, che si aspettava canzoni e sonorità di altri tempi. Poi arrivò il nostro primo vero concerto, al Cinema Teatro Castello di Pavia. Il pubblico probabilmente pensava di assistere a una serata di canzoni da osteria e invece si trovò davanti ritmi beat e rock, con testi in dialetto pavese. Fu un successo che sorprese anche noi.

La cosa più bella è che abbiamo conquistato un pubblico molto diverso da quello che immaginavamo. In particolare i bambini, affascinati da quel modo di cantare e da quelle parole che per loro suonavano strane e divertenti.

Ricordo che una volta, a Gropello, trovammo un gruppo di ragazzini che indossavano magliette con la scritta “Sta sü da doss”. Fu una sorpresa bellissima. Capimmo che quelle canzoni avevano cominciato a vivere anche fuori dai nostri concerti».

In 35 anni si sono alternate diverse formazioni. Come è cambiato il gruppo?

«I cambiamenti sono avvenuti gradualmente. All'inizio c'eravamo Marco Gobbi, Carlo Gatti, io e Faliero Cani. Poi è arrivato Gianfranco Cignoli. Il gruppo si è allargato con Gabriele Rossi alla batteria, il più giovane di noi, quindi con Max Bernuzzi al violino e, qualche anno dopo, con il bassista Andrea Bacchio. Anche Cristina Castagnoli ha partecipato spesso ai nostri spettacoli. Per oltre vent'anni abbiamo condiviso un percorso musicale importante. Poi, come succede in tanti gruppi, sono emerse esigenze diverse. Gabriele, per esempio, voleva dedicarsi maggiormente alla propria musica e ha fondato un altro gruppo. Altri hanno fatto scelte differenti. Qualcuno usciva, qualcun altro entrava, ma i Fiö dla Nebia sono andati avanti. La formazione attuale mi ha permesso anche di realizzare una mia vecchia passione musicale: lo swing e il rhythm and blues, con una sezione di fiati. È un suono diverso da quello degli inizi, ma credo sia proprio questa capacità di cambiare, senza perdere la nostra identità, ad averci consentito di arrivare fin qui».

Che cosa succederà domenica 8 novembre al Teatro Fraschini?

«Sarà una grande rimpatriata. Vogliamo raccontare questi 35 anni attraverso filmati, molti dei quali inediti, fotografie, ricordi e testimonianze. Rivedendo alcuni video di trent'anni fa mi sono sorpreso anch'io: tutto sommato eravamo anche dei bei ragazzi! Ci saranno tanti ospiti, alcuni dei quali canteranno le nostre canzoni. Anche gli Autogol interpreteranno un brano dei Fiö dla Nebia. E poi ci sarà il gran finale, con “Quänd fa cald a Pavia”, tutti insieme sul palco. L'idea è quella di ritrovare i musicisti che hanno fatto parte delle diverse formazioni del gruppo. Una vera festa, un'occasione per rivedersi e ripercorrere un pezzo della nostra storia. Mi piace soprattutto pensare al pubblico che ci ha seguito in tutti questi anni. Persone che sono cresciute con le nostre canzoni, che le hanno cantate, che magari le hanno fatte conoscere ai figli. Sarà bello ritrovarci tutti al Fraschini, non soltanto per ricordare com'eravamo, ma per festeggiare insieme questi 35 anni».

INFORMAZIONI

Quänd fa cald a Pavia – 35 anni di Fiö dla Nebia

Domenica 8 novembre 2026, ore 17.00
Teatro Fraschini – Pavia

Organizzazione: Ticinum Festival APS

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su www.ticinumfestival.com

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A OTTOBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU