(Adnkronos) - Raccontare uno dei sodalizi artistici più significativi della storia del cinema attraverso bozzetti, opere e materiali che testimoniano la collaborazione tra Dante Ferretti e Pier Paolo Pasolini. È questo l'obiettivo della mostra "Bellezza imperfetta. Io e Pasolini", presentata oggi nella sala Bartoloni del consiglio regionale del Lazio. L'esposizione, aperta al pubblico dal 9 novembre al 2 dicembre, propone 30 bozzetti relativi agli otto film realizzati insieme dai due artisti, dal "Vangelo secondo Matteo" (1964) a "Salò o le 120 giornate di Sodoma" (1975).
"Avevo 18-19 anni quando ho cominciato a lavorare con Pasolini", ha raccontato Ferretti, ricordando il suo esordio come assistente scenografo sul set del "Vangelo secondo Matteo". "Luigi Scaccianoce, di cui ero assistente, non veniva quasi mai. Allora Pasolini mi ha detto: 'Non fa niente, lo portiamo avanti noi'. Ho portato avanti il lavoro fino alla fine e Pasolini era molto contento". Un rapporto professionale proseguito negli anni e che ha accompagnato il regista fino al suo ultimo film.
La mostra, ha sottolineato David Miliozzi, curatore dell'esposizione, racconta un sodalizio "culturalmente necessario", tra uno dei più grandi intellettuali e registi italiani del Novecento e "uno degli scenografi più emblematici della sua epoca". "Pasolini aveva già capito di avere a che fare con un genio quando Ferretti era un ragazzo di 19 anni. Lo definiva un genio e lo ha voluto al suo fianco fino al suo ultimo film", ha osservato, ricordando anche il valore dei bozzetti come testimonianza del processo creativo. Tra le lezioni trasmesse da Pasolini a Ferretti, ha aggiunto, c'è "l'importanza dell'errore: la bellezza è sempre imperfetta". Un insegnamento che, secondo Miliozzi, trova riscontro anche nel cinema contemporaneo, citando Christopher Nolan e il suo riferimento al Gesù del "Vangelo secondo Matteo" per la rappresentazione di Ulisse. Il vicepresidente del consiglio regionale Giuseppe Emanuele Cangemi ha evidenziato inoltre il coinvolgimento delle nuove generazioni, con incontri e iniziative rivolti agli studenti, mentre il presidente Antonello Aurigemma ha sottolineato il valore dell'esposizione come occasione per approfondire il rapporto tra i due artisti e il contributo di Ferretti alla traduzione visiva dell'immaginario pasoliniano.




