Un tempismo sospetto, un danno economico pesante e una coincidenza che fa inevitabilmente riflettere. È quanto accaduto nei giorni scorsi nel complesso residenziale Aler di via Toti a Magenta, teatro di un furto tanto sfacciato quanto mirato, avvenuto in pieno giorno.
Protagonisti della vicenda sono alcuni tecnici specializzati, impegnati nell’installazione di un sistema antifurto all’interno di un appartamento della palazzina. Mentre erano regolarmente concentrati sulle operazioni di montaggio all’interno dell’abitazione, qualcuno in cortile agiva indisturbato.
I ladri hanno preso di mira l’auto di servizio parcheggiata nel retro, utilizzata dai tecnici: dopo aver mandato in frantumi i vetri del finestrino, hanno agito con rapidità chirurgica, svuotando l’abitacolo e il bagagliaio. Nel mirino è finito tutto il materiale da lavoro presente all’interno. Il bilancio è pesantissimo: il solo materiale trafugato ha un valore stimato di circa 2.500 euro, a cui si aggiungono i danni materiali provocati al veicolo.
Le modalità del colpo lasciano pochi dubbi. È altamente improbabile che un’azione così mirata e calcolata nei tempi sia opera di estranei di passaggio. L’ipotesi più concreta è che ad agire sia stata una persona del quartiere, perfettamente a conoscenza degli orari, dei movimenti e della presenza dei tecnici in quella specifica scala.
A rendere il quadro ancora più torbido, tuttavia, è un dettaglio che non può passare inosservato. L’appartamento in cui i tecnici stavano installando l’impianto d’allarme era già salito agli onori delle cronache all’inizio di quest’anno, quando era stato interessato da un incendio doloso.
Una sequenza di episodi ravvicinati, il dolo iniziale e il successivo furto mirato alle attrezzature di sicurezza, che difficilmente può essere derubricata a semplice casualità. Sull’episodio sono in corso accertamenti per far luce su una vicenda che continua a tenere alta l’attenzione sulla sicurezza e sulla vivibilità nel quartiere.




