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Territorio | 29 dicembre 2019, 11:02

L’arte delle donne: Orsola Maddalena Caccia ad Abbiategrasso

L’arte delle donne: Orsola Maddalena Caccia ad Abbiategrasso

Nei Sotterranei del Castello Visconteo di Abbiategrasso, fino al 6 gennaio, è allestita una mostra curata dai professori Simone Ferrari e Alberto Cottino, docenti di Storia dell’Arte a Parma e Torino, dedicata alla pittrice seicentesca Orsola Maddalena Caccia.

Una storia che parte da molto lontano, quando non molte erano le porte aperte per le donne, una mostra che vuole rendere omaggio a un’artista davvero “avanti”.

Orsola era parte di una famiglia di artisti, la madre Laura Oliva era la figlia del pittore Ambrogio Oliva e il padre era Guglielmo Caccia detto Moncalvo, detto il Raffaello del Monferrato.

I Caccia ebbero otto figli di cui sei femmine, delle quali cinque furono mandate in convento, Orsola Maddalena, Agata Rosa Anna, Laura Margherita, Cristina Serafina e Anna Guglielma.

Il padre fondò in seguito un convento a Moncalvo, dove fece trasferire le sue figlie, che vi formarono una comunità religiosa, soppressa nel 1802, mentre il convento dedicato a Sant’Orsola fu ospitato nella casa che era del pittore poi parte di un complesso dove oggi si trova il Palazzo Civico.

Due delle sorelle monache divennero pittrici, Anna Guglielma che cambiò il nome in Francesca, morta ventenne, e Orsola che del monastero fu anche badessa.

Orsola vide la sua formazione artistica molto influenzata dal padre. Le sue prime opere risentono moltissimo delle composizioni paterne, al punto di utilizzare i disegni di Guglielmo del quale terminò anche i dipinti rimasti abbozzati nella bottega.

Il suo stile è simile a quello del padre, anche se se ne discosta dal punto di vista cromatico per i toni più algidi e azzurrini e un uso più marcato dei contrasti, ma fu influenzata anche dai fiamminghi, da Caravaggio e anche da Leonardo e Raffaello.

La pittrice ebbe varie commissioni per chiese e conventi ma anche per famiglie e anche per la corte sabauda, alla quale la legava il rapporto di amicizia con l’Infanta Margherita di Savoia.

Oggi le sue opere sono custodite a Pavia, dove lavorò all’epoca, e in prestigiosi musei italiani e alcuni suoi quadri sono stati richiesti a Washington, in occasione di una mostra sulle donne in pittura.

L’esposizione sarà visitabile fino a lunedì 6 gennaio 2020, nei giorni feriali dalle 16 alle 19
sabato e festivi dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19.

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