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Sport | 14 febbraio 2020, 11:33

14/02/2004-14/02/2020: il Pirata pedala nel cuore degli innamorati

Il giorno di San Valentino di 16 anni fa moriva Marco Pantani, un "puntino" a cui bastava una bicicletta per scalare le montagne. L'attesa, i luoghi e la gente di Marco

14/02/2004-14/02/2020: il Pirata pedala nel cuore degli innamorati

Marco Pantani, biglia d'uomo, Pantadattilo, Pirata: spunta, rotola, vola, sbuca all'improvviso dal passato ogni giorno di San Valentino l'innamorato del popolo e il ciclista più indifeso, o difeso troppo tardi ma non dalla gente, che ne coglieva l'essenza per quel che era. Cioè un corridore con un dono unico, quello scatto (e controscatto, direbbe Adriano Dezan) che costringeva chi lo guardava a inforcare una bicicletta e a partire verso una montagna, verso il mare, verso una meta.

Pantani era voglia, attesa: di ciclismo, di scalata, un puntino di partenza e uno striscione d'arrivo nella vita di tutti i giorni. Sbucava dalla pioggia, solcava la neve, s'allungava come un'ombra sotto il sole, sbocciava a primavera, resisteva d'estate ma anche d'autunno e d'inverno, sempre al vento tra l'odore del mare e delle pinete, seduto ai bei tempi davanti al chiosco di piadine dove la gente arrivava ogni giorno dell'anno e chiedeva: "Dov'è Marco?". 

Dov'è, oggi, Marco Pantani? 
Nascosto per sempre in un cuore, il cuore di tutti, lui che pensava gliel'avessero strappato. Lui che non è una statua, né un libro, né un articolo (tranne quelli di Davide DezanPhilippe BrunelAlessandra De StefanoGianni Mura e Aldo Grasso, gli unici che hanno sempre scritto e detto le stesse cose prima, durante e dopo). Marco Pantani è un luogo: una cascata, un prato, un cielo, una discesa, un bosco, un vento, un sasso da cercare sul Mortirolo o nel mare di Cesenatico, nei nomi dolci e soffici come PampeagoMontecampioneApricaGuzet Neige e Morzine o nei fari delle auto e nel volo delle aquile di MeranoAlpe d'Huez Galibier.

Il regalo più bello che si possa fare a Marco Pantani nel giorno di San Valentino non è un ricordo, non è un fiore, forse neppure una preghiera o il sogno di ritrovare qualcuno capace di farlo rivivere: chiunque abbia provato a entrare nel cuore della gente come faceva lui ne è uscito male perché non ha potuto restare se stesso fino in fondo.

Il regalo per Marco, e per tutti noi che abbiamo pedalato almeno una volta insieme a lui davanti alla televisione o sulle strade del Giro e del Tour, è una bicicletta: tutto ciò che gli serviva e che non l'ha mai tradito. Al Pirata bastava quella per portarci là fuori e lassù, dove osano le aquile. Il resto era vento, magia, destino.

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