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Attualità | 01 aprile 2020, 22:02

Lomellina, Alessio Arusa scrive al Presidente del Consiglio per la delicata situazione delle Partite Iva

Il milanese, trapiantato nel nostro territorio, è il legale rappresentante dell’associazione “Orgoglio Partite Iva”

Lomellina, Alessio Arusa scrive al Presidente del Consiglio per la delicata situazione delle Partite Iva

Sono partiti a razzo. In meno di due mesi sono riusciti a darsi una struttura, ad avere coordinatori in tutte le Regioni d’Italia, a raccogliere più di 200 iscritti ufficiali e a disporre di un importante seguito sui social. Il loro gruppo Facebook conta ormai quasi 6 mila iscritti.

Un ottimo trampolino di lancio per far sentire la propria voce sempre più in alto. Ed in un lasso  di tempo così ridotto, ossia in meno di due mesi, sono riusciti ad intervenire sia in programmi televisivi locali sia nazionali spiegando le criticità che affliggono le partite iva.

La strada è ancora lunga, ma i presupposti sono più che positivi. In questi anni, infatti, i titolari di partita iva sono stati colpiti da varie problematiche. Prima la crisi economica ed ora l’emergenza sanitaria che sembra davvero aver messo in ginocchio i liberi professionisti.

Il legale rappresentante dell’associazione “Orgoglio Partite Iva”, Alessio Arusa, è un combattivo per natura e ha così voluto farsi portavoce di una situazione delicata, oltre che davvero complicata. Nei giorni scorsi ha spedito una pec all’attenzione del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

“Come a Lei noto - si legge in un punto della lettera - le Partite Iva già da alcuni anni risentono della crisi strutturale che affligge il nostro Paese; le stesse sono da sempre tra le categorie meno tutelate, tanto che alcune di esse sono ricorse a forme di sostegno esterne al circuito statale che, spesso, non si sono dimostrate all’altezza delle aspettative e non rispondenti alle specifiche esigenze. Inoltre, negli ultimi anni, molte di queste si sono viste costrette a chiudere e a cessare l’attività”.

Ovviamente a peggiorare la situazione ci ha pensato poi la crisi sanitaria che ha obbligato le attività ad una chiusura forzata senza una data certa di ritorno alla normalità. “Si ritiene - si legge in un altro passaggio della lettera - che l’aiuto economico, disposto con il Decreto Legge 17 marzo 2020 n. 18, quantificato nel provvedimento governativo in 600 euro, sia inadeguato nonché insufficiente a risolvere le problematiche che le Partite Iva stanno affrontando, anche alla luce del fatto che, al momento, non è facilmente comprensibile come accedervi”.

Tale lettera ha quindi come obiettivo primario invitare il premier Conte a provvedere di porre in essere tutte le misure economiche più opportune per la tutela della categoria.

Fabrizio Negri

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