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Cronaca | 21 maggio 2020, 17:44

La Sovrintendenza dice SI’ all’abbattimento dello stadio “Giuseppe Meazza”

La risposta in perfetto burocratese dà il via libera a quella che per molti potrebbe essere l'inizio di una grande speculazione

La Sovrintendenza dice SI’ all’abbattimento dello stadio “Giuseppe Meazza”

Nulla osta all’abbattimento dello stadio San Siro di Milano Giuseppe Meazza da parte del ministero dei Beni culturali. Il via libera è arrivato dalla Commissione regionale per il patrimonio culturale della Lombardia: la costruzione ”non presenta interesse culturale e come tale ‘ escluso dalle disposizioni di tutela”. Una risposta inviata al Comune di Milano che aveva chiesto un parere sull’ipotesi di realizzare un nuovo stadio per le attività delle due squadre di calcio: Milan e Inter.

IL MEAZZA IN UNA FOTO STORICA DEGLI ANNI ’80 PRIMA DELLA COSTRUZIONE DEL TERZO ANELLO. IL FASCINO DEL GRANDE CATINO CHE RIBOLLE DI PASSIONE E DI TIFO, L’IMMAGINE RITRAE IL PUBBLICO DI UN DERBY DA DIETRO LA CURVA SUD. ALL’EPOCA BEN VISIBILE ANCHE IL SETTORE PARTERRE DIETRO LE PORTE. PER I MONDIALI DEL ’90 ARRIVO’ LA COPERTURA E IL TERZO ANELLO.

 

Nella risposta inviata a Palazzo Marino si sottolinea che per quanto riguarda la costruzione si tratta ”allo stato attuale, di manufatto architettonico in cui le persistenze dello stadio originario del
1925-’26 e dell’ampliamento del 1937-’39 risultano del tutto residuali rispetto ai successivi interventi di adeguamento e ampliamento, realizzati nella seconda metà del Novecento e pertanto non sottoposti alle disposizioni di cui agli articoli 10, comma 1, e 12, comma 1, del Codice perché non risalenti ad oltre settanta anni”.

Nel documento firmato dal presidente della commissione regionale per il patrimonio culturale, Francesca Furst, si sottolinea poi che ”le stratificazioni, gli adeguamenti e ampliamenti fanno dello stadio – come oggi percepibile nel suo insieme – un’opera connotata dagli interventi del 1953-’55, oltre a quelli del 1989-’90, nonché dalle opere successive al Duemila, ovvero un’architettura soggetta a una continua trasformazione in base alle esigenze legate alla pubblica fruizione e sicurezza e ai diversi adeguamenti normativi propri della destinazione ad arena calcistica e di pubblico spettacolo”.

Articolo tratto dal nostro sito partner www.ticinonotizie.it

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