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Attualità | 02 giugno 2020, 22:57

3 Giugno, spostamenti fra regioni senza condizioni

Lo ha confermato il ministro Boccia. Ma i governatori potranno rafforzare le misure anti-Covid. Nel Lazio non si entra con più di 37,5 di temperatura

3 Giugno, spostamenti fra regioni senza condizioni

Quando mancavano ormai poche ore allo scoccare del 3 Giugno, il ministro degli affari regionali Francesco Boccia ha annunciato su Rai 1 il via libera ufficiale alla riapertura dei confini fra le regioni italiane, e quindi ai liberi spostamenti dei cittadini fra una regione e l'altra, senza condizioni. Quindi stop alle autocertificazioni e niente test rapidi o improbabili passaporti sanitari anche per chi si muove da regioni dove la diffusione del Covid-19 è ancora elevata, come la Lombardia (vedi articolo in home page). Dopo un lungo confronto fra le regioni e il governo, le resistenze di alcuni governatori come il sardo Solinas o il siciliano Musumeci sono state superate. Come? Mentre l'Italia riparte, i presidenti delle singole Regioni potranno rafforzare le misure di prevenzione sanitaria anti-Covid assumendo provvedimenti locali.

Nel Lazio ad esempio, il governatore Nicola Zingaretti oggi ha emanato un'ordinanza che vieta l'ingresso nel territorio della sua regione e gli spostamenti al suo interno a chi ha sintomi da infezione respiratoria e più di 37,5 di temperatura corporea. Quindi coloro che intendono raggiungere il Lazio in aereo o su un treno o per nave, prima di salire sul mezzo di trasporto saranno sottoposti alla misurazione della febbre dal personale del vettore e se hanno anche solo un po' di alterazione resteranno a terra.

Inoltre un decreto firmato oggi dalla ministra dei trasporti De Micheli ha reso obbligatoria la misurazione della febbre per tutti i viaggiatori dei treni ad alta velocità: e anche in questo caso, a prescindere dalla destinazione, con 37,5 si resta a terra.

Resta in vigore anche il sistema di monitoraggio regionale dell'evoluzione dell'epidemia e qualora vengano rilevati nuovi focolai, sarà il governo a intervenire istituendo rapidamente nuove zone rosse.

L'emergenza coronavirus quindi non è finita anche se si entra indubbiamente in una nuova fase.

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