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Sport | 14 giugno 2020, 01:11

FOTO. Gattuso uomo vero: occhi rossi e morso al labbro per la sorella Francesca. «Penso a chi ha perso qualcuno per il virus»

Gattuso alla fine dell'1-1 con l'Inter che qualifica il Napoli alla finale di Coppa Italia si morde il labbro e, con gli occhi rossi, si commuove pensando alla sorella Francesca scomparsa a 37 anni. Commozione anche in provincia di Varese e a Gallarate, dove la famiglia Gattuso ha messo radici

Il momento in cui Rino Gattuso pensa alla sorella Francesca in diretta Rai. Sotto nella gallery il bacio al cielo e l'incontro emozionante con Conte nel pre partita

Il momento in cui Rino Gattuso pensa alla sorella Francesca in diretta Rai. Sotto nella gallery il bacio al cielo e l'incontro emozionante con Conte nel pre partita

Gli occhi rossi, un piccolo morso al labbro e le parole più belle dopo una partita che è valsa al suo Napoli la finale di Coppa con la Juventus ma che, per lui, è stata una sfida al dolore per la perdita della sorella Francesca, che aveva solo 37 anni. «Dedico questa vittoria a mia sorella - ha detto poco fa in diretta Rino Gattuso dopo l'1-1 contro l'Inter - e ai miei genitori. Ringrazio i miei ragazzi e il mondo del calcio che mi sono stati molto vicini». 

Rino Gattuso già durante il commovente minuto di silenzio aveva mandato un bacio al cielo, dove è volata Francesca, conosciutissima a Gallarate - dove la famiglia Gattuso ha messo radici ed è molto amata - e nella nostra provincia, dove era stata ricoverata in seguito al malore di inizio febbraio.

E l'uomo Gattuso, mentre tutti gli chiedevano della sorella, ha dato a fine gara anche un'altra lezione di umanità, pensando «alle migliaia di persone scomparse per il virus e alle loro famiglie, io in questo momento sono al loro fianco».

Molto toccante anche l’ingresso delle squadre in campo, con il saluto intenso di Conte a Gattuso e i tre medici dell’ospedale Cotugno al centro del terreno di gioco durante il minuto di silenzio nel San Paolo deserto per ricordare le vittime del Covid-19. Alla fine di quei sessanta interminabili secondi, ecco l'applauso da parte di arbitri, squadre e staff ai medici e operatori sanitari impegnati nella battaglia più difficile e importante.

Andrea Confalonieri - Varese Noi

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