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Economia | 15 ottobre 2020, 06:18

Ambiente e sostenibilità: una Milano a due facce

Smog e inquinamento, con concentrazioni di polveri sottili e ozono ben oltre il limite concesso

Ambiente e sostenibilità: una Milano a due facce

Smog e inquinamento, con concentrazioni di polveri sottili e ozono ben oltre il limite concesso. Sono queste le problematiche che emergono dall’ultimo report di Legambiente, chiamato Mal’aria, che ha preso in considerazione 97 città italiane nel periodo compreso tra il 2014 e il 2018. In particolare, è stato fatto un confronto tra le concentrazioni medie annue delle polveri sottili e del biossido di azoto e quelli che sono i limiti annui stabiliti dall’Organizzazione mondiale della sanità. E lo scenario è inquietante, con un misero 15% che raggiunge la sufficienza nelle valutazioni di Legambiente. Il restante 85%, invece, è ben al di sopra dei limiti suggeriti.

In questa speciale classifica, Milano è fanalino di coda insieme a Torino, Roma, Palermo e Como, che hanno strappato una valutazione pari a 0. Tradotto, durante l’arco dei 5 anni analizzati non hanno rispettato nemmeno uno dei parametri suggeriti dall’Oms. Un dato particolarmente sorprendente nel caso di Milano, che dipinge una città a due facce. Stando all’Osservatorio Milano sostenibile, infatti, un milione di milanesi crede nella sostenibilità, dimostrando di avere a cuore la salvaguardia dell’ambiente. La terza edizione della ricerca effettuata da Life Gate, in collaborazione con Eumetra MR, ha preso in considerazione un campione di 800 cittadini a cui sono state fatte delle domande che vogliono misurare aspetti quali l’interesse, la conoscenza ma anche il modo di porsi rispetto al tema della sostenibilità. E i risultati sono più che positivi.

L’84% dei cittadini interpellati, innanzitutto, conosce l’argomento. In particolare, il 48% è conscio di cosa sia l’energia rinnovabile, il 43% si dice forte in materia di alimentazione sostenibile e infine sviluppo e mobilità sostenibili sono conosciuti, rispettivamente, dal 42% e dal 41% degli intervistati. Per quanto riguarda il grado di informazione sulle attività svolte dall’amministrazione locale, anche in questo caso i milanesi sembrano essere ferrati. Come prevedibile, quasi tutti (86%) sanno dell’incremento di prezzo dei mezzi pubblici, ma lo stesso vale per i tanti progetti inerenti l’elettrificazione di questi ultimi (74%) e i tanti volti a diminuire l’utilizzo della plastica (79%). Anche in prospettiva futura, i milanesi sembrano essere molto coinvolti. La maggior parte di loro (87%) invoca la raccolta dei rifiuti speciali in ricicleria ma anche la riqualificazione energetica degli edifici attraverso l’utilizzo delle energie rinnovabili (75%). Anche lo sport, in particolare le Olimpiadi di Milano e Cortina del 2026, sono ritenute un’iniziativa importante dal 69% degli intervistati.

Infine, ottimo lo score legato alle iniziative individuali dei cittadini. Quasi la totalità di essi, ovvero il 92%, svolge autonomamente la raccolta differenziata. L’88% preferisce utilizzare i mezzi pubblici rispetto ad auto e motociclette e quasi la metà (47%) evita il più possibile di consumare bottiglie di plastica. Più in generale, i dati appena esposti sottolineano un alto livello di coinvolgimento della popolazione milanese quando si parla di sostenibilità. 

I risultati della ricerca di LifeGate sono molto importanti, perché confermano un trend che è di portata mondiale. Non a caso, la Giornata Mondiale della Terra, lo scorso anno, ha riunito alcune tra le società più importanti al mondo con l'obiettivo di introdurre regole sempre più green, a favore dell'ambiente e della sostenibilità. Da segnalare, sempre a testimonianza del crescente interesse per questi temi a livello internazionale, l’accordo a favore della Bioiversità firmato proprio questo mese da 26 tra le più importanti istituzioni finanziarie, compresa l’italiana Etica Sgr, e che ha posto cinque, grandi obiettivi da raggiungere entro il 2024.

Tutelare la salute delle persone richiede pazienza e coraggio ma anche grande organizzazione, come dichiarato dal direttore generale di Legambiente Giorgio Zampetti in occasione dell’ufficializzazione del report Mal’aria. I risultati, come già detto, sono preoccupanti e riguardano anche una città come Milano, che sembra però molto coinvolta e informata quando si parla di sostenibilità. Alla luce di questa apparente contraddizione sembra quindi che prerogative e competenze debbano tradursi in azioni più efficaci, per il bene di tutti. Nella speranza che gli anni a venire possano distinguersi per risultati più significativi rispetto al recente passato.



Richy Garino

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