/ Attualità

Attualità | 06 dicembre 2020, 16:15

Slow tour padano nel Parco del Ticino, che bella la puntata su Rete 4

Slow tour padano nel Parco del Ticino, che bella la puntata su Rete 4

Forse chi vive nei confini e tra le cascine nel Parco del Ticino non si rende conto della bellezza (e della ricchezza) che lo contorna.

Per rendersene conto sarebbe sufficiente rivedere su Mediaset Play (https://www.mediasetplay.mediaset.it/) la seconda puntata di Slow Tour Padano, il nuovo format televisivo in onda su Rete 4 la domenica pomeriggio.

Come abbiamo scritto ieri, la puntata di domenica 6 dicembre è stata totalmente incentrata sul Parco del Ticino.

Il volto mediaticamente molto noto di Patrizio Roversi, assieme a chef Hiro, ha portato il telespettatore in viaggio tra le perle agricole ed agronomiche disseminate nel territorio del Parco.

A partire dalla Sforzesca di Vigevano, passando per piazza Ducale e immergendo i piedi (e l’obiettivo) nelle marcite.

Molte le aziende agricole e le località molto note riprese nel corso della puntata: cascina Bullona, la riserva Fagiana di Pontevecchio, l’incubatoio ittico, il centro Geraci di Motta, la cascina Caremma di Besate, il birrificio Morosina di Abbiategrasso. 

Tra le persone coinvolte e intervistate Francesco Magna, Michele Bove, i consiglieri d’Amministrazione del Parco Braghieri e Bernini, Filippo Ghidoni, diversi produttori agricoli delle aziende a marchio Parco.

A proposito di ricette, Patrizio e Hiro hanno scoperto anche la dieta delle mucche che producono il latte per fare il Grana Padano, grazie alle sorelle di un’azienda agricola gestita quasi completamente al femminile. Poi Hiro si è concesso una pausa benessere tra i bagni di latte e di vino della Cascina Caremma.

 

Tra le ultime tappe  la  Birreria Morosina di Filippo, dove nasce una  birra davvero agricola, completamente locale, dall’acqua fino al luppolo ed Hiro a raccogliere tutti gli ingredienti per la sua Tempura Padana.

Non è ovviamente la prima trasmissione televisiva sulle emittenti nazionali dedicata al Parco ed alla nostra agricoltura, bensì l’ennesima. Ma anche l’ennesima dimostrazione dell’inestimabile patrimonio che il Ticino rappresenta e conserva. Tanto più prezioso, in un contesto sempre più globale. Ma la prima cosa, per valorizzarlo appieno, è conoscerlo in profondo. Cosa che non sempre accade.

F.P.

Articolo tratto dal sito partner www.ticinonotizie.it

 

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore