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Attualità | 22 marzo 2021, 22:28

«Festa clandestina per il compleanno del negazionista», il servizio di Strisca la Notizia nel ristorante di Brebbia

L'inviato Max Laudadio all'interno del locale in cui sabato sera le forze dell'ordine hanno fatto irruzione, fermando il party in cui 40 persone ballavano e banchettavano in barba alle norme anti Covid

«Festa clandestina per il compleanno del negazionista», il servizio di Strisca la Notizia nel ristorante di Brebbia

E' andato in onda questa sera il servizio di Striscia la Notizia girato sabato durante una festa clandestina in un ristorante di Brebbia. Il compleanno di Francesco Tomasella, fondatore del comitato Varese Libera, «militante di estrema destra in cerca di visibilità e negazionista» come lo ha inquadrato Max Laudaio, che è finito con l’identificazione dei presenti da parte delle forze dell’ordine, una sanzione per il titolare del locale e la chiusura dell’attività per cinque giorni.

Le telecamere nascoste del tg satirico di canale 5 hanno documentato i festeggiamenti, in barba a tutte le norme anti Covid, della quarantina di persone presenti nel locale. L’inviato di Striscia era quindi pronto ad entrare in azione per chiedere conto a Tomasella della situazione, ma le forze dell’ordine sono arrivate prima. Polizia e guardia di finanza hanno interrotto la festa, che tanto clandestina a quanto pare non era, e identificato i presenti. Laudadio ha potuto parlare con il titolare del ristorante, che non si è sottratto alle telecamere e ha giustificato l'apertura del locale con la necessità di guadagnare in mancanza di adeguati ristori.  

Diversamente da Tomasella che più volte invitato ad uscire, per riferire vis a vis a Laudadio quanto detto durante uno dei suo video pubblicati sui social, è rimasto rintanato nel locale urlando insulti dalla finestra del bagno. Il fondatore di Varese Libera in particolare, aveva contestato il precedente servizio in cui Laudadio denunciava ristoranti aperti in provincia di Varese nonostante i divieti (leggi QUI), giustificandoli come aderenti IoApro. Peccato che l’iniziativa nazionale prevedesse il rispetto delle disposizioni anti Covid che le telecamere di Striscia hanno documentato non vengano applicate: niente misurazione della temperatura ai clienti, niente disinfezione e soprattutto il personale di sala e in cucina non indossava mascherine. La stessa Fipe, con una nota, si era dissociata dal comportamento dei ristoratori, che danneggia tutta la categoria.

Nonostante l'irruzione delle forze dell'ordine la festa è continuata durante le operazioni di identificazione tra cori contro la polizia, insulti nei confronti di Max Laudadio e urla inneggianti alla libertà

Potete rivedere il servizio questo link.

Valentina Fumagalli - VareseNoi

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