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Economia | 22 marzo 2021, 12:24

Mercato del lavoro in Lombardia: in aumento i giovani che non studiano e non lavorano

Secondo un'indagine di UnionCamere il divieto di licenziamento e la cassa integrazione hanno evitato un'emorragia occupazione, ma 1 giovane lombardo su 6 rientra nella cosiddetta categoria dei Neet

Mercato del lavoro in Lombardia: in aumento i giovani che non studiano e non lavorano

In Lombardia nel quarto trimestre 2020 diminuisce - più della media nazionale - il tasso di occupazione (66,9) che perde 1,6 punti nell’ultimo anno; diminuisce anche il tasso di disoccupazione che si attesta a 5,3 (nel 2019 era 6%). Nel 2020 si registrano 100 mila cessazioni di contratti a tempo indeterminato in meno rispetto all’anno precedente.

«Questi dati devono essere letti alla luce delle politiche messe in campo dal governo per la tenuta sociale del Paese e per contrastare la pandemia, e ci restituiscono un’istantanea di un mercato del lavoro “congelato” dove la CIG ha raggiunto la cifra record di 1,1 miliardi di ore annue - sottolinea in una nota UnionCamere Lombardia - una situazione artificiosamente cristallizzata cui fa da contraltare la preoccupante crescita dei NEET, che rappresentano il 17,4% dei giovani tra i 15 e i 29 anni, con una penalizzazione dei lavoratori con titoli di studio meno elevati e diminuzione dei contratti a tempo determinato e a tempo parziale. Occupazione Gli ultimi mesi del 2020 confermano il calo della base di riferimento per l’occupazione lombarda già evidenziato nel secondo e terzo trimestre: il numero di occupati è inferiore del -2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (pari a quasi 90 mila occupati in meno), con una variazione media per il 2020 del -1,7%».

«La diminuzione del tasso di occupazione, sceso al 66,9% - continua la nota - è più marcata rispetto alla media nazionale a dimostrazione dei maggiori effetti negativi che la pandemia ha avuto sul mercato del lavoro lombardo. Disoccupazione La disoccupazione in Lombardia (tasso pari a 5,3) ha mostrato un significativo calo rispetto ai livelli del 2019 e al trimestre precedente (il valore era in entrambi i casi del 6%). Tuttavia, l’andamento anomalo rappresenta una probabile spia della difficoltà di cercare un’occupazione – soprattutto nei periodi di restrizioni alla mobilità e a molte attività economiche - piuttosto che un indicatore di buona salute del mercato del lavoro. Il calo del tasso di attività (70,7) conferma infatti l’allontanamento dal mercato del lavoro di una consistente quota della popolazione lombarda, quasi 130.000 unità in meno rispetto allo stesso trimestre 2019».

«Il tasso di occupazione in Lombardia è calato di più rispetto alla media italiana e l’apparente minore disoccupazione nasconde purtroppo una crescente difficoltà nella ricerca di lavoro, con uno scoraggiamento nelle fasce più deboli. – commenta Gian Domenico Auricchio, presidente di Unioncamere Lombardia – Le conseguenze della pandemia sono state particolarmente pesanti per giovani, lavoratori poco qualificati e contratti a termine/part-time; è diminuita inoltre la partecipazione femminile». 

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