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Attualità | 30 novembre 2021, 10:23

LA STORIA. Vigevano, sacrifici e sforzi ripagati da una mail. Giulia Barrese è al MIUR

La ragazza vigevanese è stata selezionata per un tirocinio curricolare al Ministero dell’Istruzione. Un’esperienza formativa iniziata lo scorso 2 novembre che proseguirà sino a fine febbraio

LA STORIA. Vigevano, sacrifici e sforzi ripagati da una mail. Giulia Barrese è al MIUR

Quattro posti con richieste provenienti da tutta Italia. Una vera “mission impossible”, un obiettivo talmente irraggiungibile che in alcuni momenti sembrava improprio utilizzare pure la parola sogno. “Se vuoi qualcosa, vai e inseguila” diceva Will Smith nel film “La ricerca della Felicità”. Una pillola motivazionale che se messa in pratica può portare dritti al successo. Ne sa qualcosa Giulia Barrese che in cuor suo, una volta terminato il liceo, ha individuato quale fosse il suo più grande obiettivo lavorativo finché, come in tutte le favole che si rispettino, è arrivato il lieto fine.

Prima studentessa, poi insegnante e dallo scorso 2 novembre le si sono aperte le porte per una nuova esperienza presso il MIUR (Ministero dell’Istruzione). Un tirocinio curricolare di quattro mesi che la 24enne vigevanese, laureatasi nel settembre 2019 in Lettere Moderne con la votazione di 110 e lode, ha voluto a tutti i costi nonostante lo scorso anno avesse già svolto lo stage alla Fondazione Maria Corti di Pavia.

"E’ stata un’esperienza molto formativa - spiega Giulia - che mi ha arricchita a livello di conoscenze. Ne sono uscita con una maggiore consapevolezza nelle mie capacità, ma soprattutto ho percepito la grande fiducia che riponevano in me, che presto si è tradotta in incarico: scrivere un capitolo del volume “Un giorno, a ricordare. Per Graziana Pentich”, a cura di Angelo Stella e stampato poi nel luglio 2021 dall’Università degli Studi di Pavia".

Ecco quindi una delle prime grandi soddisfazioni della ragazza, ormai lanciata verso la stesura della tesi per il conseguimento della laurea specialistica in Filologia Moderna. Un percorso delineato, ma si sa che alcuni treni passano una volta sola ed è bene salirci in tempo prima che sia troppo tardi. Giulia sul treno targato “MIUR” è salita di corsa. Non ha permesso che i crediti già acquisti nel precedente stage prendessero il sopravvento sulla sua decisione, ma soprattutto ha posticipato la data della laurea, in programma inizialmente nel dicembre 2021 (il bando della fondazione CRUI prevede infatti che per eseguire il tirocinio bisogna essere studenti per l’intera durata del tirocinio stesso). Tutto rimandato quindi all’aprile 2022.

Cosa sono però quattro mesi in confronto a cinque anni? Già perché la studentessa 24enne è dal 2016 che verifica a cadenza bimestrale l’uscita del bando di selezione per il tirocinio al MIUR. «E’ stato l’anno in cui effettuai la maturità - sottolinea - e, già all’epoca, si veniva selezionati solamente se iscritti ad un corso magistrale. Nei mesi scorsi, però, vidi finalmente che nella sezione notizie dell’Università di Pavia il bando era stato aperto. Compilai i vari campi inserendo nella piattaforma le mie esperienze lavorative/formative e l’elenco degli esami sostenuti, compresi quelli della triennale».

La valutazione fu subito buona. Ai punteggi alti delle competenze linguistiche e informatiche si aggiunse quella che, ai fini del risultato finale, rappresenterà la vera ciliegina sulla torta: la lettera motivazionale. Un documento carico di “sentimento”, dove a prevalere furono le emozioni. Giulia non si limitò infatti a spiegare cosa significasse per lei lavorare al MIUR, ma andò ben oltre toccando diversi elementi che si rivelarono poi punti di forza nella valutazione. Partendo dai valori dell’istruzione e della ricerca arrivando alla passione, senza tralasciare l’umiltà nel mettersi a disposizione imparando da esperti del settore e il ruolo di guida di un insegnante nella formazione di uno studente.

Il grande impegno non ottenne inizialmente gli esiti sperati perché la studentessa si classificò quinta accarezzando solamente il suo sogno. Essere fuori di un soffio dai quattro selezionati fu un duro colpo. Inutile dire che la delusione la fece da padrona nei giorni a seguire finché, smaltita l’amarezza, il suo carattere tosto si riprese la scena.

Giulia iniziò a concentrarsi su nuovi progetti mettendo l’insegnamento in cima alla lista dei desideri. Presentò delle domande per ottenere una cattedra in alcuni licei pavesi. Il 14 ottobre 2021 il telefono finalmente squillò e il primo pensiero andò appunto a queste candidature. Sbagliato perché proprio in quell’istante venne comunicato il tanto sperato ripescaggio per il MIUR. Un momento talmente significativo che la studentessa di Filologia ricorda per filo e per segno.

"Ero seduta a tavola per pranzare insieme a mio nonno. La pasta al salmone era ormai pronta, ma la mia attenzione fu attirata da un rumore in lontananza. Mi avvicinai al cellulare ed effettivamente mi era arrivata una notifica di “chiamata persa”. Guardai il numero di telefono e, vedendo il prefisso di Pavia, ipotizzai che poteva essere una bella notizia. Mi hanno assunta per insegnare al liceo - pensai tra me e me -. Mentre cercavo su internet per capire a chi appartenesse tale numero, mi arrivò una mail dalla segreteria universitaria dove mi comunicavano il ripescaggio al MIUR. Mi lasciarono due giorni per la conferma. Dopo cinque minuti avevo già la risposta: accetto la proposta e parto per Roma".

Di quei momenti concitati, spicca un particolare che riassume tutto l’amore che la sua famiglia nutre nei confronti di Giulia. "Appresa la notizia - riprende - fu un’esplosione di emozioni. La gioia fu indescrivibile, ma soprattutto una cosa che mi porterò per sempre dentro fu la reazione di mio nonno. Inizialmente non capì bene cosa stesse succedendo ma, vedendomi così felice, venne trascinato dalla mia euforia arrivando addirittura a commuoversi".

Una scena molto dolce che ripagò tutti gli sforzi e i sacrifici del percorso universitario della studentessa. In un attimo nella sua testa vennero spazzati via gli esami superati con voti al di sotto delle aspettative, specie nel secondo anno, così come alcune delusioni che le si sono presentate nell’ultimo periodo (su tutte la mancata selezione per svolgere il servizio civile al Centro Manoscritti dell’Università di Pavia).

E, a volte, pure la sfortuna si è accanita. Come quando lo scorso anno, per una serie di circostanze, non riuscì a trovare i giusti accordi per prendere in affitto un’abitazione a Pavia. Piccoli imprevisti che dimostrano come il percorso non sia stato sempre rettilineo ma ora, fantasticando, tali difficoltà possono essere lette in un altro modo: il destino stava riservando a Giulia una grande soddisfazione ancora tutta da scoprire.

Mentre la tesi su Giovanni Raboni proseguiva attraverso l’analisi metrico-stilistica della raccolta “Quare Tristis”, il MIUR apparve sullo sfondo prendendosi velocemente la scena. Per la 24enne fu un’emozione indescrivibile. Non era mai passata davanti al MIUR, nemmeno da turista. Una struttura davvero imponente che da circa un mese si è trasformata in “casa”. L’ufficio sesto, che si occupa della formazione del personale scolastico, è diventato il suo presente con la speranza che tutto ciò possa rappresentare anche il futuro.

E se fino a poche settimane fa alla domanda “Dove ti vedi tra qualche anno”, Giulia prendeva in considerazione solamente due ipotesi, ossia proseguire con gli studi filologici attraverso un dottorato o insegnare latino in una scuola superiore, dal 2 novembre si è aggiunta una nuova possibilità molto più allettante e stimolante.

"Forse sto correndo troppo - conclude la ragazza - ma vorrei essere apprezzata a tal punto da meritarmi una riconferma al MIUR. A volte mi guardo indietro e vedo tutti i sacrifici fatti per essere qui. Mi sono iscritta al bando pensando di non entrare neppure in graduatoria, anche se in fondo al cuore ci speravo. Per me tutto questo rappresenta un sogno. Per favore non svegliatemi".

Fabrizio Negri

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