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Cronaca | 21 giugno 2022, 22:15

Pavia: detenuto aggredisce agente della penitenziaria a Torre del Gallo

La nota di Osapp Lombardia

Pavia: detenuto aggredisce agente della penitenziaria a Torre del Gallo

"Dall’inizio dell’anno si sono verificate già 4 aggressioni nei confronti di personale della Polizia Penitenziaria. Oggi nella tarda mattinata un detenuto ha sferrato un pugno al volto ad un Agente, si apprende che il detenuto era stato ammesso al colloquio telefonico ed al termine della telefonata si è avventato contro l’Agente perché gli aveva chiuso la porta del locale, ma ci è sembrato di capire che lo stato di agitazione e nervosismo del detenuto potrebbe essere scaturito dai contenuti della conversazione telefonica, si ritengono dunque futili motivi. Gli Agenti di Polizia Penitenziaria sono i primi e soli interlocutori dei detenuti che nelle maggior parte dei casi si trovano ad affrontare le problematiche che scaturiscono dalla possibile disorganizzazione degli altri servizi, si perché purtroppo nelle occasioni in cui un detenuto non viene ascoltato dal servizio sanitario, dal servizio di trattamento rieducativo, o per qualsiasi altra problematica, accade che il recluso sfoga il proprio malessere contro il personale di polizia penitenziaria incolpevole delle altre vicissitudini. L’istituto Pavese è stato più volte oggetto di controversie per i diversi eventi critici, dalle aggressioni, agli atti auto lesivi e perfino ai suicido di detenuti che nel contesto sono comunque una “sconfitta” della gestione del sistema penitenziario. L’Amministrazione Penitenziaria, ha dimostrato di non essere in grado di gestire adeguatamente le carceri, per la mancanza di attenzione sulla tutela è l’incolumità del personale di Polizia Penitenziaria, la carenza dei servizio di sanità penitenziaria a causa della mancanza di figure specialistiche, la carenza di equilibri dei ruoli che dovrebbero svolgere mansioni di coordinamento degli Agenti di Polizia e non per ultimo la diffusa disorganizzazione che oramai regna all’interno dell’istituto penitenziario pavese. Inutilmente sono stati gli inviti rivolti da questa Organizzazione Sindacale ad aprire dei tavoli di confronto per la rivisitazione dell’organizzazione del lavoro con particolare riferimento alle gestione dei detenuti con problemi psichiatrici, alla gestione dei soggetti vulnerabili ai tentativi di gesti autolesionistici o possibili suicidi, perché i poliziotti non devono e non possono sostituirsi alle note carenze del personale sanitario o educativo. Il carcere di Pavia è divenuto una polveriera pronta ad esplodere, ma a fronte di ciò si assiste all’indifferenza delle figure apicali".

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