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Economia | 21 luglio 2022, 11:00

Stablecoin, cosa sono e come funzionano. Meglio utilizzarle!

Tutti conosciamo le più famose criptovalute e sappiamo bene il loro comportamento.

Stablecoin, cosa sono e come funzionano. Meglio utilizzarle!

La volatilità è una caratteristica che permette di fare degli ottimi guadagni. In tantissimi seguono la quotazione del Bitcoin e gli effetti che la sua dominance ha su molte Altcoin.

Le stablecoin però non risentono di queste grosse oscillazioni. Infatti lo stesso nome, stable, ci indica che sono stabili. La volatilità quindi si attenua ma riescono a mantenere la trasparenza e l’estrema rapidità delle transazioni tipiche delle criptovalute.

Possiamo definire le stablecoin come dei crypto asset creati proprio allo scopo di mitigare le incertezze legate alla volatilità delle criptovalute che è non solo sottratta al controllo, ma in certi casi è talmente elevata da renderle inadeguate come mezzo di scambio.

Il meccanismo delle stablecoin come ad esempio Theter USDT è molto differente da quello di altre cripto come il Bitcoin.

Esistono varie stablecoin, oltre alla sopracitata possiamo menzionare anche USDC, ancorata al dollaro statunitense.

La volatilità, di cui parlavamo prima, è un indicatore finanziario che esprime la frequenza delle variazioni di una criptovaluta, o di un titolo, nel tempo. Se pensiamo alle numerose oscillazioni di valore cui il Bitcoin è andato incontro fin dalla sua nascita possiamo immaginarci delle vere e proprie montagne russe.

Ma questa volatilità è anche una grande opportunità di guadagno. Molti trader, usando exchange sicuri come KuCoin sono riusciti a guadagnare cifre molto importanti da tutte queste variazioni.

Ma non solo, grazie a KuCoin hai la possibilità di avere delle rendite anche sulle stablecoin. Oggigiorno sono molto importanti e rappresentano un investimento che tutti dovrebbero prendere in considerazione. Il mondo cripto è in continua ascesa e nel giro di pochi anni sarà al vertice dei mercati finanziari.

Le stablecoin come macro-categoria, possono essere divise in tre sottocategorie:

  • Stablecoin legate alle criptovalute, come ad esempio la USTC abbastanza nota in questi periodi
  • Stablecoin ancorate alla valuta FIAT
  • Stablecoin algoritmiche

 Alla base delle stablecoin possono essere posti i beni più disparati ,fermo restando che sia assicurata la stabilità del valore. Nascono così i progetti di stablecoin ancorati alle criptovalute. In questo caso non ci sono beni fisici connessi ma altre criptovalute che diventano quindi collaterali. Essendo le criptovalute per natura volatili, le stablecoin sono garantite da una riserva di cripto in numero superiore a quella dei token emessi. In questo modo si può far fronte alle oscillazioni di valore.

La valuta FIAT non è altro che una valuta a corso legale. Ancorare una cripto ad una moneta in corso ufficiale garantisce la stabilità di valore nel tempo. Questo è dovuto al fatto che le banche centrali controllano la valuta ancorata. Per portare un esempio, ogni token creato è ancorato tipicamente al dollaro che, una volta depositato, rappresenta la garanzia collaterale del valore. La valuta FIAT può anche essere sostituita da asset come metalli preziosi e materie prime.

Le Stablecoin algoritmiche si fondano invece su un sistema che assicura la stabilità e la sicurezza del tutto, simile a quello fornito dalle banche centrali, dove un fattore principale è la fiducia. Una criticità riscontrata in queste stablecoin è l’assenza di trasparenza, con tutto ciò che ne potrebbe conseguire.

Alla base delle stablecoin algoritmiche non vi è un bene reale né virtuale. Non vi è un soggetto o un ente specifico, ma un algoritmo che lavora in automatico tramite gli smart-contract. Questo è quindi il meccanismo che fissa il valore di riferimento. Se il prezzo del token supera il valore soglia, vengono emessi automaticamente nuovi token, in questo caso viene garantita appunto la stabilità.

Le stablecoin algoritmiche si prestano ad un utilizzo nell’ambito De-Fi. L’unica critica mossa è che vengono considerate strettamente legate agli interessi del trader che, in uno stato di vulnerabilità, potrebbe aprire la porta alla volatilità. Basta pensare al crollo di TerraUSD.

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