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Economia | 04 ottobre 2022, 11:15

'uBroker': "Ecco com’è cominciata la crisi energetica"

La multiutility company da sempre vicina ai consumatori spiega le ragioni del caro-bollette.

'uBroker': "Ecco com’è cominciata la crisi energetica"

‘uBroker’, prima compagnia energetica al mondo ad aver azzerato le bollette di luce e gas, canone Rai e accise incluse, prosegue nella sua opera di informazione e sensibilizzazione dei consumatori italiani alle prese con le strette dovute dal caro-fatture.

E lo fa ripercorrendo le tappe che, oggettivamente, hanno storicamente condotto, in tempi recentissimi, alla situazione contingente in atto. “Tutto ha avuto inizio prima della fine del 2021, con l’inasprirsi acuto delle tensioni con la Russia. Fatto confluito in un vero e proprio conclamato allarme, coinciso con lo scoppio del conflitto e oggetto di continue e costanti attenzioni. Per arrivare così all’emergenza vera a propria, quale conseguenza logica degli scenari geopolitici in atto: che secondo alcuni si manifesterà con i suoi nefasti effetti già nel prossimo inverno, mentre per altri coinciderà con l’avvento del 2023 e per tutto il prossimo anno”, spiega Cristiano Bilucaglia dell’Osservatorio uBroker per l’energia.

Per poi riprendere: “Diversi gli sviluppi possibili. Se, al di là di algoritmi e previsioni, il trend fosse quello dell’incremento del disagio energetico in corso, naturale che si ponga altresì in chiara e primaria evidenza anche il problema di eventuali disordini sociali di potenziale, grave entità. Per cercare di scongiurare i quali i governi centrali potrebbero rispondere approntando le seguenti soluzioni di massima”. Che i media chiamano ‘razionamenti energetici’, ma che in realtà sono una via intermedia di contenimento dei costi dell’energia, legati al diffondersi di nuovi stili di vita più consapevoli e altrettante abitudini di consumo. Tra questi, entra nel dettaglio Cristiano Bilucaglia, “Ci sono almeno 10 razionamenti energetici che potremmo vedere nel prossimo futuro

  • Stringere sempre di più i limiti di uso del gas nelle centrali di produzione elettrica, anche incentivando fonti più inquinanti.
  • Imporre fasce orarie per l’approvvigionamento di gas alle industrie per farle operare a pieno regime e quindi a maggior efficienza.
  • Spegnere l’illuminazione pubblica di monumenti e statue.
  • Ridurre le ore di illuminazione pubblica in parchi, strade e città in generale.
  • Disattivare le scale mobili in uffici pubblici, centri commerciali, stazioni, metropolitane, aeroporti e altri palazzi.
  • Ridurre negli stessi l’illuminazione al minimo indispensabile, in particolare di notte.
  • Infine, lo spegnimento delle insegne”.

Nella viva speranza che le cose cambino e tutto quanto sopra esposto possa bastare ad arginare la deriva energetica, “Potrebbe anche verificarsi in un tempo prossimo ristretto – allerta e conclude Bilucaglia – la riduzione forzata dei consumi domestici: aliasil blocco del gas prima negli orari serali, poi in quelli mattutini nel caso servissero ulteriori tagli ai consumi. Oltre a ciò, si prevede anche una riduzione dei kW accessibili dai contatori, limitandoli ad esempio a 2,5 per i contratti standard da 3kW, a 4 per quelli da 4,5kW e via dicendo. Per poi giungere, nei casi più estremi, alla possibile limitazione definitiva dell’accesso all’energia elettrica alle abitazioni in alcuni orari del giorno, principalmente quelli di maggior luminosità, misura però ancora abbastanza al momento improbabile”.

cs

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