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Attualità | 08 marzo 2023, 12:13

Riso Gallo tra i vincitori del premio "di Padre in Figlio - il gusto di fare impresa"

Il Premio è promosso da Credit Suisse e KPMG, con il contributo di Mindful Capital Partners e il supporto scientifico della LIUC Business School

Riso Gallo tra i vincitori del premio "di Padre in Figlio - il gusto di fare impresa"

Martedì 7 marzo a Milano si è tenuta una cena di gala per la cerimonia di premiazione del Premio “Di padre in figlio - Il gusto di fare impresa”. Il Premio si rivolge a imprenditori che hanno dimostrato la capacità, l’attenzione e la dedizione nel proseguire e valorizzare il lavoro dei propri genitori subentrando alla guida operativa e strategica dell’impresa, garantendone il successo e la continuità. E' aperto a imprese che siano almeno alla seconda generazione, con sede legale in Italia e che abbiano un fatturato maggiore a 10 milioni di euro.

Il Premio, promosso da Credit Suisse e KPMG, con il contributo di Mindful Capital Partners e il supporto scientifico della LIUC Business School, giunto alla XII Edizione ha visto numerosissime Aziende candidate e dopo uno scrupoloso lavoro di analisi di tutte le candidature ricevute, la Giuria ha proclamato EPTA come vincitore assoluto.

Premiate anche altre 8 imprese nelle diverse categorie previste dal premio.

Tra queste, anche Riso Gallo, storica azienda con sede a Robbio (Pavia), per la categoria Fratelli al comando.

Fondata nel 1876, Riso Gallo è arrivata oggi alla sesta generazione. L’azienda è leader del mercato italiano dei risi confezionati e partecipa attivamente alla competizione globale. L’azienda domina nel segmento del riso bianco e ha una posizione di second leader in quello del riso parboiled. Nel settore dei risi pronti Riso Gallo non ha addirittura concorrenti, avendo l’esclusività tecnologica del prodotto. I fratelli Preve, forti di un’esperienza presso aziende esterne, hanno saputo guidare l’azienda verso una significativa crescita sia in Italia che nel mondo. Il clima di fiducia, complicità, dialogo e unione tra i fratelli, nonché la presenza di un accordo di famiglia, hanno consentito la realizzazione di un ambiente unico dove convivono innovazione e tradizione

Qui il riepilogo dei vincitori:

APERTURA DEL CAPITALE: Mazzucchelli 1849

(Menzione speciale: Crippa e CMC)  

DONNE AL COMANDO: Gruppo Mastrotto

(Menzione speciale: Techpol e Esseoquattro)  

INTERNAZIONALIZZAZIONE: San Marco Group 

(Menzione speciale: Lavorazione Sistemi Lasi e Innocenti Depositi)

GIOVANI IMPRENDITORI: Thun S.p.A. S.B.

(Menzione speciale: Stamperia Carcano Giuseppe)   

FRATELLI AL COMANDO: Riso Gallo

(Menzione speciale: DFV e Fratelli Santini)

PICCOLE IMPRESE: Bea Technologies

(Menzione speciale: S.I.F.E.A. e Pool Pharma)

INNOVAZIONE: Lomafin - Sicuritalia Group Holding  

(Menzione speciale: Telwin e Vimer)

  STORIA E TRADIZIONE: Comerio Ercole

(Menzione speciale: S.A.B. Alberghi di Baveno)

I commenti dei due promotori:

“Le imprese a conduzione familiare – dichiara Gabriele D’Agosta. CEO Credit Suisse Italy Spa - sono un pilastro fondamentale dell'economia del nostro Paese e sono spesso oggetto di studio di investitori e ricercatori, nonché di emulazione da parte dei peer di altri Paesi. Da quelle di piccole e medie dimensioni alle multinazionali, le imprese a conduzione familiare stabiliscono standard di elevata efficienza e sono un modello per tutta la comunità imprenditoriale.

Il nostro Credit Suisse Research Institute (CSRI) che si è affermato da oltre un decennio come leader nella ricerca sulle imprese familiari attraverso il "CS Family 1000" mostra che le aziende di famiglia hanno in genere una maggiore attenzione all'innovazione, resa possibile da rapporti di distribuzione dei dividendi inferiori e maggiore attenzione agli investimenti a lungo termine.

Lo studio CS Family 1000 che conduce da oltre un decennio ricerche sulle imprese famigliari, mette in evidenza che, sebbene siano molteplici i fattori che svolgano un ruolo fondamentale quando si tratta di performance aziendali, queste aziende stabiliscono una positiva correlazione con il concetto di proprietà familiare e più precisamente mostrano in genere una maggiore attenzione a fattori essenziali per la competitività sul mercato: attenzione all'innovazione e disponibilità agli investimenti a lungo termine, maggiore focus sulla qualità, capacità di crescere più velocemente generando margini superiori, meno ricorso a finanziamenti esterni. La loro resilienza si è poi dimostrata particolarmente vitale nel lungo periodo di crisi aperto dalla pandemia e ora indotto dalla guerra. Un modello, quindi, vincente a cui questo Premio intende dare giusto merito e apprezzamento.”

“Oggi siamo qui a raccontare storie di aziende familiari innovative – commenta Silvia Rimoldi, Partner KPMG, Responsabile del Centro di Eccellenza sulle Imprese Familiari –  che hanno mostrato come la coesione all’interno della famiglia, la condivisione ed il trasferimento delle storie e dei valori tra le diverse generazioni hanno consentito, non solo la sopravvivenza nel lungo periodo delle imprese, ma anche la loro evoluzione attraverso processi di trasformazione e la proiezione verso il futuro.

KPMG, grazie ad un approccio integrato e multidisciplinare, affiancandole nei processi di crescita, vuole svolgere un ruolo di primo piano per le imprese familiari, che rappresentano storicamente una parte essenziale del nostro tessuto industriale.

Le imprese familiari offrono, infatti, una prospettiva importante sulla salute e sul clima di fiducia dell’economia e forniscono interessanti insight e prospettive per il futuro del business. L’attività di studio che svolgiamo nel family business ci permette, pertanto, di anticipare i trend di mercato ed offrire risultati concreti e misurabili che migliorano la competitività di queste imprese. Gli spunti che ne emergono, considerata la rilevanza delle imprese familiari per il tessuto produttivo italiano, dovrebbero diventare temi di politica industriale”

Il passaggio generazionale: l’analisi di FABULA e il “DECALOGO DEL FAMILY BUSINESS”

Anche a questa edizione, come nel caso delle precedenti, hanno partecipato imprese familiari provenienti da tutto il Paese – spiegano Salvatore Sciascia e Valentina Lazzarotti, co-direttori di FABULA, il Family Business Lab della LIUC – Università Cattaneo che ha curato lo screening dei casi, la raccolta e l’analisi dei dati. Come accaduto lo scorso anno, la maggior parte delle imprese (75%) è localizzata nel Nord del Paese. E’ cresciuta la partecipazione delle aziende di maggiore dimensione: il 43% delle realtà partecipanti è infatti rappresentato da grandi imprese. Moltissime le imprese familiari con una significativa storia alle spalle: il 60% ha infatti più di 50 anni di vita. Ben 3 imprese su 4 si caratterizzano per avere fratelli e sorelle alla guida, rendendo le dinamiche della gestione particolarmente sfidanti. Purtroppo, anche quest’anno hanno partecipato poche realtà guidate da donne (solo il 18%) e da under 40 (solo il 14%): una fotografia realistica di quanto accade nel nostro Paese. Nel complesso abbiamo registrato la partecipazione di casi davvero molto interessanti che hanno dimostrato di saper gestire con cura e lungimiranza il passaggio generazionale”.

FABULA, dall’analisi degli studi condotti sulle imprese familiari eccellenti, ha redatto un decalogo di quelle che sono le caratteristiche che contraddistinguono le ottime performance di queste imprese: chiarezza e formalizzazione della strategia; diversificazione sinergica; innovatività; internazionalizzazione; apertura (della proprietà, del CdA e del management); chiarezza dei ruoli; pianificazione del passaggio generazionale; governance familiare; solidità dei valori; dialogo familiare.




 

 

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