/ Attualità

Attualità | 22 marzo 2023, 21:48

LA STORIA. La minilepre salvata dalla ragazzina. Così Sophia ha lottato contro ogni ostacolo per Bonny

Il rifugio Miletta, non lontano dal nostro territorio, svela la storia commovente di un'adolescente che ha fatto di tutto per dare una chance alla bestiola in difficoltà. O meglio, semplicemente la cosa giusta, dando un esempio a tanti adulti

Bonny è grave, ma se ce la farà sarà merito di Sophia che non si è arresa e l'ha portata al rifugio

Bonny è grave, ma se ce la farà sarà merito di Sophia che non si è arresa e l'ha portata al rifugio

Agrate Conturbia, a circa 60 chilometri dal nostro territorio. Rifugio Miletta dove tutti gli animali, spesso salvati dalla crudeltà o dall'indifferenza degli uomini (non di rado alleate) convivono: arriva una telefonata. Una voce femminile spiega di aver trovato una minilepre in difficoltà in un parco di Novara. Una minuscola vita ferita: la bestiola perde sangue dal naso e gira su se stessa.

Portacela, è l'invito dei volontari. Ma lei non può arrivare lì, spiega, e si rivolge allora a un veterinario, che le suggerisce di riportarla nel punto dove l'aveva trovata. La protagonista di questa storia è Sophia e ha già dato un nome a quell'animaletto; quando dai un nome, è difficile non capire che hai davanti una vita, un essere senziente che ti chiama alla tua responsabilità. Sei già legato.

Bonny, l'ha chiamata Bonny, e non può abbandonarla al suo destino. Sophia richiama il rifugio Miletta e avvisa che prenderà un pullman per tornare a casa, nel Novarese, poi si farà accompagnare in auto al santuario degli animali. 

È trascorso del tempo in cui Sophia e Bonny sono rimaste insieme, la donna ha guardato negli occhi la minilepre, l'ha confortata, ha deciso che se ne sarebbe presa cura e avrebbe fatto il possibile per salvarla. Quando sale sul pullman, si accorge che il mezzo avrebbe fatto tappa anche ad Agrate Conturbia. 

È felice, scende e chiama ancora: si trova a 5 chilometri dal rifugio e vuole raggiungerlo a tutti i costi con la sua piccola amica. Nel frattempo, un volontario uscito dal lavoro le assicura che andrà lui a prenderla lui.

Tempo, energie, tensione spesi per una minilepre, un piccolo essere di cui nessuno si era accorto, già colpiscono. Ma c'è una sorpresa ulteriore dietro l'angolo. Quando i volontari incontrano Sophia, si rendono conto che non è una donna.

È una ragazza, non avrà più di 15, 16 anni. 

Un'adolescente che un pomeriggio ha incontrato un animaletto ferito e ha deciso che doveva prendersene carico, oltre ogni ostacolo. «Una persona coraggiosa - la definiscono ammirati al rifugio Miletta - che nonostante le avversità e nonostante tanti le abbiano consigliato di lasciar perdere, di girarsi dall'altra parte, si è presa la responsabilità di salvare una vita e così ha fatto. Sarebbe stata a disposta anche a percorrere questi ultimi 5 chilometri a piedi».

Bonny è grave e potrebbe non farcela: «Ma se ha una possibilità, è merito di una Sophia».

Abbiamo sbagliato a dire che non è una donna per via della giovane età: in realtà, lo è, eccome. Il rifugio Miletta riceve tante, troppe chiamate di persone che poi abbandonano gli animali a morire invece di cercare una soluzione. Che si arrendono al primo ostacolo: non c'è tempo, non c'è modo. Non c'è volontà.

Sophia ha percorso tutte le strade, per provarci: «Per salvare una vita bisogna essere come lei». E come dice il Talmud, chi salva una vita salva il mondo intero: anche quando parliamo di una vita minuscola e silenziosa. Ragazze come Sophia gettano luce su tempi oscuri in cui l'umanità ferisce se stessa, figurarsi le altre creature.

GUARDA LA STORIA QUI

https://www.facebook.com/reel/1178125656175847/?s=single_unit

Da VareseNoi.it

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GIUGNO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare" su Spreaker.

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore