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Cronaca | 26 luglio 2023, 22:58

CHRI E CHIARA NEI NOSTRI CUORI - «Avete tra le mani un foglio bianco per scrivere un ricordo, depositarlo vicino all'altare e consegnarlo a loro per sempre»

Un dolore devastante, le lacrime che non finiscono di scendere, le note de "Il pescatore" di De Andrè, un bigliettino di ricordo scritto da ognuno in un silenzio che ferma i cuori, le parole di don Stefano e i palloncini spinti in cielo da centinaia di varesini all'oratorio Don Gabbani di Valle Olona: così un'intera comunità ha "parlato" a Chiara Celato e Christian Pallaro, i due fidanzati diciannovenni scomparsi nell'incidente di lunedì notte

CHRI E CHIARA NEI NOSTRI CUORI - «Avete tra le mani un foglio bianco per scrivere un ricordo, depositarlo vicino all'altare e consegnarlo a loro per sempre»

«Avete tra le mani un foglio bianco con una penna. Vi chiediamo di scrivere un ricordo di Chiara e Christian e, quando lo avrete fatto, potrete venire qui, in silenzio, e appoggiarlo ai piedi dell'altare dove ci sono le loro foto»: così don Stefano si è rivolto alle centinaia di varesini (in disparte tra loro, come un cittadino comune, anche il sindaco Davide Galimberti) che si sono radunati all'oratorio Don Gabbani di Valle Olona per un primo momento comune molto commovente in memoria di Chiara Celato, che qui è cresciuta, e Christian Pallaro. Qui, cioè a casa di Chiara, dove i due diciannovenni hanno vissuto l'ultimo momento di vita assieme, prima di andarsene a causa di un maledetto incidente. 

Mentre alla chiesa di Brenno Useria di Arcisate, paese natale di Christian, si pregava per i due ragazzi, qui, fuori dall’oratorio e a fianco del campo di calcio, ci si è uniti in un abbraccio lunghissimo alla famiglia di Chiara, in prima fila, un abbraccio tra le lacrime a dirotto e le ragazze vestiste di nero per non dimenticare e per farsi forza assieme, proprio come loro hanno insegnato a fare a chi li conosceva. 

«Di fronte alla violenza della morte potremmo pensare a un albero tagliato troppo presto e senza frutti - le parole pronunciate da don Stefano, che per un attimo hanno fermato il cuore di tutti Ma il frutto di una vita non si misura con le cose che facciamo, ma nella capacità che abbiamo nel costruire legami di amicizia veri. Ed è qui che si rende presente il signore. I ricordi che abbiamo di Chiara e Christian sono il frutto maturo di una vita piena. Noi già qui, già oggi possiamo vedere segni di resurrezione. Ed è nel paradosso di ciò che sentiamo sbagliato ma ricco di amore, che troviamo un segno difficile ma vero. Chiediamo a Maria di aggrapparci a questi frutti in questo momento buio per ritrovare la luce e testimoniare una vita nuova per Chiara e Christian».

Il rosario, "Il pescatore" di De Andrè - una canzone che è un inno alla carità e che non aiuta le lacrime a fermarsi, ma quasi le invoca - gli amici chiamati vicino all’altare a mettere il nome sui palloncini da mandare in cielo per farli arrivare fino a lassù dove, mano nella mano, Chiara e Christian li aspettano, spinti dal cuore di tutti per farli salire. Innalzati da questo dolore devastante e dalla vicinanza di un'intera comunità che il papà di Chiara, Ignazio, sostenuto da molti ex colleghi della polizia locale, ha racchiuso in un gesto disperatamente affettuoso, riprendendo in un video tutti i presenti durante la canzone di De Andrè, come a voler tenere dentro almeno il ricordo di tutto questo amore per la figlia e per Christian.



da Varesenoi.it

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