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Cronaca | 19 settembre 2023, 21:49

Milano, la morte della povera Diana. La madre, “lui mi diceva di lasciarla sola” e poi chiede al PM di non sgridarla…

Milano, la morte della povera Diana. La madre, “lui mi diceva di lasciarla sola” e poi chiede al PM di non sgridarla…

Eravamo molto legate, veniva anche in bagno con me, non mi staccavo mai da mia figlia. Io cominciai a lasciarla da sola perché il signor d’Ambrosio mi aveva detto di lasciarla a casa da sola per andare a fare la spesa”. Lo ha detto Alessia Pifferi in corte d’assise a Milano, dov’è imputata per omicidio con l’accusa di aver lasciato morire di stenti, nel luglio 2022, la figlia Diana, di un anno e mezzo. “E’ successo due-tre volte che lui mi disse di lasciarla da sola a Leffe per andare a fare la spesa”.

”Non pensavo potesse succedere una cosa del genere, anche perché io non ho mai pensato di far fuori mia figlia”. Lo afferma Alessia Pifferi, 37 anni, accusata di omicidio volontario pluriaggravato per aver lasciato morire di stenti nella sua culla la figlia Diana di soli 18 mesi. In aula ricostruisce quanto accaduto a Milano nel luglio 2022: la donna il 14 luglio lascia la piccola da sola nel lettino, con latte e acqua accanto, poi rientra il 20 luglio e la bimba era morta. Al pm Francesco De Tommasi che le chiede se avesse inteso cosa poteva succedere se Diana fosse rimasta senza alimentazione, l’imputata replica: ”Non ho idea di cosa potesse succedere se non mangiava, ma certo non una cosa così. In carcere le psicologhe mi hanno detto che un biberon non bastava per sopravvivere”.

“Io le chiedo gentilmente di non sgridarmi”. Così Alessia Pifferi al pm che la sta interrogando a Milano nel corso del processo che la vede imputata per omicidio volontario aggravato per aver abbandonato la figlia di 18 mesi in casa il 14 luglio 2022, trovata poi morta il 22 luglio. Il pm le aveva chiesto se fosse a conoscenza delle conseguenze del digiuno di cibo e acqua su una bambina piccola come la figlia Diana, 18 mesi, morta per disidratazione. Alla domanda reiterata da parte dell’accusa, la donna ribadisce la sua richiesta: “Le chiedo di non sgridarmi”. “Io pensavo che quello che avevo lasciato le bastasse”, la risposta della donna alla domanda.

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