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Lifestyle | 17 novembre 2023, 10:55

Rarissimo dipinto di Fontana venduto per 20 milioni di dollari a New York

"È un capolavoro di una delle piu' grandi serie che Fontana abbia mai eseguito. Opere di questo genere arrivano solo raramente sul mercato e sono considerate fondamentali per i collezionisti di Fontana e dell'arte italiana del dopoguerra"

Rarissimo dipinto di Fontana venduto per 20 milioni di dollari a New York

Un rarissimo Concetto Spaziale di Lucio Fontana è stato venduto da Sotheby’s a New York per 20,6 milioni di dollari, tra i prezzi più alti pagati per l’artista e il valore più alto ottenuto da un’opera della serie dipinta in bianco. La stima iniziale era tra 18 e 22 milioni di dollari. L’ultima volta che l’opera era andata all’asta, nel 2000, era stata battuta per poco più di 708 mila dollari.

Il quadro, una grande tela di forma ovoidale bucherellata che Fontana aveva minuziosamente dipinto di bianco, è uno di 38 esemplari della serie La Fine di Dio. Solo cinque quadri di questa serie sono dipinti in bianco, due dei quali sono ancora in mani private, e gli altri nelle collezioni permanenti della Fondazione Prada a Milano e al Museo di Arte Contemporanea di Tokyo. È la prima volta in cinque anni che un Concetto Spaziale La fine di Dio torna sul mercato e la prima dal 2004 per una versione bianca.

“È un capolavoro di una delle più grandi serie che Fontana abbia mai eseguito. Opere di questo genere arrivano solo raramente sul mercato e sono considerate fondamentali per i collezionisti di Fontana e dell’arte italiana del dopoguerra”, ha commentato Claudia Dwek, responsabile di Sotheby’s per l’arte contemporanea europea. Il record per un quadro di Fontana e’ di 29,2 milioni di dollari. L’artista realizzo’ la serie tra marzo 1963 e febbraio 1964 in occasione di tre mostre a Zurigo, Milano e Parigi. Nello stesso periodo, il mondo stava compiendo grandi progressi scientifici, soprattutto per quanto riguarda l’esplorazione spaziale, un tema che affascinava Fontana profondamente.

Solo due anni prima, nel 1961, il cosmonauta russo Yuri Gagarin aveva orbitato per la prima volta intorno alla Terra mentre gli Stati Uniti avevano proclamato pubblicamente l’obiettivo di portare per la prima volta l’uomo sulla Luna. Con lo sguardo rivolto allo spazio, Fontana cercò di esplorare nella sua arte alcune delle nozioni generali suscitate da queste scoperte. Secondo Sotheby’s, i buchi e le forature irregolari sulla tela – realizzati a mani nude per creare una sorta di superficie lunare – non solo trasgredivano il piano dell’immagine, ma “diventavano portali attraverso cui lo spettatore poteva accedere a una nuova concezione dello spazio in linea con i progressi tecnologici che stavano distruggendo le antiche concezioni dell’universo”.

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