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Cronaca | 06 febbraio 2024, 11:15

Gropello Cairoli: sequestrati immobili per oltre 12 milioni di euro a imprenditore pavese nullatenente per il fisco

In particolare, l’imprenditore aveva fatto ricorso a uno schema fraudolento basato sul ricorso a “società schermo”, con sede in Svizzera, Principato di Monaco e Romania

Gropello Cairoli: sequestrati immobili per oltre 12 milioni di euro a imprenditore pavese nullatenente per il fisco

Si era stabilito negli anni nel comune di Gropello Cairoli, in provincia di Pavia, l’imprenditore settantenne che gestiva un patrimonio di oltre 12 milioni di euro, pur risultando nullatenente.  

I militari del Comando Provinciale di Pavia, all’esito di una complessa indagine economico- finanziaria, hanno ricostruito un articolato sistema di evasione fiscale, effettuato mediante una frode IVA milionaria durata oltre vent’anni, ma giunta ora alla fine. In particolare, l’imprenditore aveva fatto ricorso a uno schema fraudolento basato sul ricorso a “società schermo”, con sede in Svizzera, Principato di Monaco e Romania, tra loro collegate mediante un intrecciato sistema di partecipazioni, intestate a soggetti prestanome designati come rappresentanti.  

Il modus operandi disvelato è stato sviluppato e collaudato nel corso degli anni, mediante la stipula di compravendite fittizie su complessi immobiliari, col solo fine di “generare” crediti IVA in capo alle società acquirenti, poi reimpiegati per l’acquisto di ulteriori immobili, in un circolo vizioso che non destasse sospetti e arricchimenti improvvisi in capo all’imprenditore, che è riuscito a mascherare così i propri beni di fronte alle pretese di riscossione dello Stato, neutralizzando di fatto l’attività di accertamento da parte dell'Erario.  

In particolare, l’attività svolta dai finanzieri si è basata sulla disamina degli “schermi” ideati dall’imprenditore che, per non comparire in prima persona, si è avvalso di ulteriori 16 soggetti prestanome e 28 società satellite dislocate tra Italia, Svizzera, Romania e Principato di Monaco.  

L’inclinazione a delinquere del soggetto, operante nel settore edile ed immobiliare già dai primi anni ottanta, e gravato da numerose condanne e denunce a soprattutto in ambito fiscale, ha portato i finanzieri ad effettuare approfonditi accertamenti sulla sua vita imprenditoriale, ricostruendo tutte le imposte evase accumulate nel corso degli anni sotto forma di debito con il fisco. Il profitto dell’evasione fiscale prodotta, rappresentato dal debito ricostruito, è stato posto in correlazione con la progressiva crescita del patrimonio immobiliare riconducibile all’uomo.

L’analisi cosi condotta ha fatto emergere l’incapienza dei redditi rispetto alle acquisizioni patrimoniali ricostruite, portando così a classificare il soggetto come evasore fiscale “seriale” e per questo “socialmente pericoloso”, tale da giustificare nei suoi confronti l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale prevista del codice antimafia.  

Pertanto, all’esito delle attività, i militari del Comando Provinciale di Pavia, in esecuzione del provvedimento della misura cautelare patrimoniale emessa dal Tribunale di Milano — Sezione Autonoma Misure di Prevenzione, su richiesta della Procura della Repubblica di Pavia, hanno sottoposto a sequestro l’ingente patrimonio illecitamente accumulato negli anni dall’imprenditore, tra cui 36 appartamenti ubicati tra Milano e Pavia, 12 cantine e autorimesse, 2 capannoni, 2 terreni edificabili, un intero fabbricato di 5 piani già destinato ad albergo nella provincia di Savona, e un ex convento in provincia di Torino considerato di interesse storico, per un valore complessivo di oltre 12 milioni di euro.

L’operazione sin qui compiuta costituisce una poderosa occasione di recupero di fondi pubblici sottratti allo Stato.

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