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Cronaca | 08 luglio 2024, 11:42

Voghera: si intascava i soldi delle aste giudiziarie, arrestato un avvocato

L'operazione è stata condotta dalla Guardia di Finanza

Voghera: si intascava i soldi delle aste giudiziarie, arrestato un avvocato

La Guardia di Finanza di Pavia, al termine di un'articolata attività di polizia giudiziaria in materia di peculato, ha eseguito una misura cautelare personale degli arresti domiciliari nei confronti di un avvocato vogherese, il quale, unitamente al padre, professionista delegato dal Tribunale Civile di Pavia, avrebbe sottratto denaro dai conti correnti delle aste giudiziarie per circa 300mila euro. 

Le attività rappresentano l'atto conclusivo delle indagini che circa un anno fa hanno portato all'arresto dell'avvocato del foro di Pavia, padre dell'attuale arrestato, il quale aveva sottratto oltre 165 mila euro dai conti correnti delle procedure esecutive. Il Tribunale di Pavia, nei suoi confronti, aveva emesso un'ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari e un decreto di sequestro preventivo per l'importo illecitamente sottratto. 

Nei successivi mesi, i militari della Guardia di Finanza, hanno svolto ulteriori attività investigative scoprendo che il modus operandi illecito era stato utilizzato anche per altre procedure di vendita all'asta per le quali il professionista delegato e il proprio figlio si erano appropriati indebitamente, dal 2018, di complessivi 300 mila euro. 

In particolare, i due avvocati, accedendo ai conti correnti delle procedure esecutive, provvedevano ad appropriarsi delle somme versate dagli aggiudicatari delle aste, versandoli sui propri conti personali. Le somme venivano poi prelevate in contanti e utilizzate su numerose piattaforme di gioco online e scommesse. 

All'esito delle indagini condotte dai PP.MM. Chiara Giuiusa e Camilla Repetto, il Tribunale di Pavia, ha emesso nei confronti del padre, già arrestato nel 2023, il sequestro preventivo di oltre 148mila euro e nei confronti del figlio la misura cautelare degli arresti domiciliari e il sequestro per oltre 144mila euro.

Si evidenzia che il procedimento penale verte ancora nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna. 

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