Tra i rincari che contrassegnano l’inizio del 2026 (gasolio, autostrade, polizze, sigarette, ecc) c’è anche quello dello Spid di Poste Italiane. Che diventa a pagamento.
Lo si legge sul sito PosteId, il servizio di identità digitale gestito direttamente da Poste Italiane spa, società controllata prevalentemente dal Ministero dell'Economia e delle Finanze e da Cassa Depositi e Prestiti .
Sul sito compare la comunicazione di "modifica unilaterale delle Condizioni di Servizio". Lo Spid di Poste è uno dei più usati dagli italiani che quindi dovranno pagare, a partire dal secondo anno, una quota di 6 euro ogni anno.
"Il servizio - viene specificato sul sito - rimane gratuito per il primo anno. A partire dal secondo è previsto un contributo annuale di 6 euro per la funzionalità di accesso ai servizi che espongono il logo Spid". In pratica se si ha lo Spid attivo da più di un anno, il servizio potrà continuare ad essere utilizzato senza interruzioni e il pagamento del canone sarà richiesto al termine dell'annualità in corso.
Il servizio rimane gratuito per minorenni; cittadini con almeno 75 anni di età; residenti all'estero; titolari del servizio PosteId Spid ad uso professionale.
Poste dunque parla in modo soft di ‘’contributo’’ ma è di fatto un balzello in più per chi ha lo Spid.














