Con l’avvio della Variante Generale al PGT di Casei Gerola, tornano attuali istanze già respinte nel 2024. Associazione e comitato civico chiedono scelte amministrative orientate alla tutela della salute, dell’ambiente e del territorio.
L’amministrazione comunale di Casei Gerola ha avviato il procedimento relativo alla redazione della Variante Generale al vigente Piano di Governo del Territorio e alla relativa Valutazione Ambientale Strategica (VAS), che prevede modifiche alla destinazione di alcune aree e apre alla possibilità di nuovi insediamenti produttivi.
Nella valutazione complessiva, l’amministrazione ha chiarito che saranno considerate anche proposte presentate prima dell’avvio formale della Variante. Tra queste rientra la richiesta avanzata nel 2023 per l’insediamento di un allevamento intensivo di galline ovaiole nell’area di Cascina Garrù, progetto già esaminato nel 2024 nell’ambito dei procedimenti autorizzativi regionali e discusso in sede di Conferenza dei servizi, alla quale LAV aveva partecipato intervenendo nel procedimento con contributi tecnici e documentali.
L’iter si era concluso con il diniego da parte del Settore Tutela Ambientale e Biodiversità della Provincia di Pavia dell’istanza di Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale, motivato dalla non compatibilità del progetto con le norme del PGT del Comune di Casei Gerola. Nella richiesta della società proponente era stata inoltre avanzata la proposta di rimuovere un vincolo urbanistico che oggi limita l’insediamento di allevamenti intensivi. Il collegamento tra questa istanza e la Variante Generale al PGT rende il procedimento particolarmente rilevante.
La procedura è ora nella fase di raccolta delle osservazioni: cittadini, associazioni ed enti possono presentare contributi formali entro il 31 gennaio tramite il sito istituzionale del Comune.
LAV ha quindi depositato proprie osservazioni, richiamando le criticità già emerse nel 2024 legate al rispetto degli animali, all’impatto ambientale connesso a emissioni, gestione dei reflui e consumo di suolo in un’area già fragile e colpita in passato da eventi alluvionali, oltre ai rischi per la salute pubblica e alla contraddizione con gli indirizzi europei e nazionali di riduzione dell’impatto ambientale e sanitario della zootecnia intensiva.
Anche il Comitato per la salute della Bassa Valle Scrivia ha presentato proprie osservazioni, chiedendo il mantenimento dei vincoli urbanistici esistenti e la tutela delle attuali destinazioni d’uso del territorio. Nel 2024 comitato civico e LAV Oltrepò Pavese avevano promosso incontri pubblici e iniziative di informazione per contrastare l’insediamento dell’allevamento.
Un orientamento analogo emerge anche nel Comune di Pavia, dove, su iniziativa dell’Assessore all’Ambiente Lorenzo Goppa, il nuovo PGT introdurrà vincoli chiari contro nuovi insediamenti zootecnici intensivi, promuovendo un diverso modello di sviluppo locale in territori già caratterizzati da un’elevata pressione zootecnica.
Nonostante una crescente attenzione pubblica sugli impatti degli allevamenti intensivi e l’evidenza scientifica sulle criticità correlate, a questi impianti vengono ancora attribuiti benefici per le realtà locali non supportati dai dati disponibili: l’occupazione diretta è minima, a fronte di ricadute rilevanti su animali, ambiente e salute delle comunità. I numeri elevatissimi e l’alta densità degli animali allevati negli stabilimenti zootecnici aumentano inoltre il rischio di emergenze sanitarie, come dimostrano i circa 60 focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) registrati in Europa nelle ultime tre settimane, Italia compresa.
Alla luce di questi dati allarmanti, sta anche alle amministrazioni locali indirizzare e favorire uno sviluppo del territorio che sia realmente sostenibile e a beneficio della collettività.














