Giulia è una ragazza sportiva di 17 anni con la passione del nuoto. Lo scorso 13 gennaio si reca come sempre presso la piscina di Magenta per il consueto allenamento. Dovrebbe essere una giornata in vasca come tante altre.
Ma succede l’imponderabile. Giulia all’improvviso, all’interno degli spogliatoi ha un malore. Si accascia a terra e perde i sensi. A questo punto potrebbe succedere davvero di tutto.
Noi di quella giornata ci ricordiamo che sulle nostre teste sentimmo volare l’elicottero del 118. In redazione arrivò la notizia: “Ragazza in arresto cardiaco in piscina la stanno trasferendo…”. Ci fermammo un attimo e da padri restammo sgomenti pensando alla caducità della vita e come tutto possa cambiare in un instante anche per chi pensi sia inscalfibile, vista la giovane età.
Poi su questa vicenda cadde il silenzio. Giustamente ci fu la privacy e la riservatezza per il dramma che avrebbe (oggi è corretto usare il condizionale) potuto vivere quella famiglia.
Ed è qui che torniamo ai giorni nostri per riportare le parole emozionate di mamma Maria Luisa.
“Oggi mia figlia è viva e sta bene grazie alla competenza del personale della piscina di Magenta. Si sono resi subito conto della gravità della situazione e non hanno perso tempo nel chiamare i soccorsi”.
In tutto questo il vero eroe silenzioso di questa vicenda è Alessandro Colombini, ossia, l’istruttore di nuoto di Giulia. Lui è stato l’ultimo ad arrendersi. Giulia era andata in arresto cardiaco, rischiava la vita ma più ancora una vita diversa, con danni neurologici per il mancato afflusso dell’ossigeno al cervello, nel caso in cui fosse stata rianimata.
E invece no, grazie al fatto che Alessandro ha immediatamente praticato il massaggio cardiaco senza mai smettere di farlo (e successivamente si sia provveduto con il defibrillatore) all’arrivo dei medici, oggi Giulia è viva e soprattutto sta bene.
“Sono stati due mesi difficili e dove non sono mancati i patemi e le preoccupazioni – conclude mamma Maria Luisa – ma oggi Giulia è tornata alla vita di sempre. Resta il brutto ricordo ma nessun danno permanente”.
Non ci fosse stato Alessandro con la sua prontezza di riflessi e la sua preparazione, oggi, probabilmente, saremmo qui a raccontare un’altra storia.
Grazie Alessandro, anche da Ticino Notizie e visto che ci siamo ascoltate anche la proposta che lanciamo da queste colonne:
“Chi salva una vita merita il riconoscimento e la gratitudine di tutta la sua Comunità e allora perché non premiarlo come si confà? Un San Martino d’oro non guasterebbe. Grazie Alessandro”.














