MILANO (ITALPRESS) - Gianni Riotta torna alla narrativa con "Generose anime di eroi", edito da Mondadori. Un romanzo che nasce dall'urgenza del presente: la disinformazione, la guerra ibrida, i conflitti in Ucraina e in Medio Oriente. Il giornalista e scrittore, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell'agenzia Italpress, spiega perchè ha scelto di raccontare l'epoca dell'infosfera attraverso un romanzo."Mi sembrava che questa epoca avesse bisogno di un racconto - spiega Riotta -. Con la disinformazione, con la guerra ibrida, con i conflitti che vediamo in queste ore in Ucraina e in Iran".La storia nasce negli Stati Uniti: appaiono cadaveri tatuati di cui nessuno conosce l'identità, la gente non riesce a distinguere il vero dal falso tra televisione e social media, i grandi apparati dei servizi segreti brancolano nel buio. A trovare la chiave sono due poliziotti all'antica, un italiano e un americano.Al centro del libro, e del ragionamento di Riotta, c'è il concetto elaborato dal filosofo Luciano Floridi: l'infosfera. "Viviamo in una sfera dell'informazione costante - spiega l'autore di "Generose anime di eroi" -. Prima i nostri padri e nonni andavano a comprare il giornale, la sera alle otto guardavano il telegiornale. Ora non è più così: se si spara a un grande leader politico, se c'è una rivoluzione, la notizia ti arriva in un secondo nella tasca, sul telefonino". Il risultato è un'accelerazione che logora: "Questo consumo brucia i tempi e rende molto faticoso capire cosa sta succedendo". Il problema, però, non è solo la quantità. "L'infosfera sta diventando tossica: prima c'era informazione di qualità, adesso abbiamo cattiva informazione".Riotta non evita i temi caldi dell'attualità. Sul conflitto in Iran, la sua analisi è tagliente: "Se guardi i video del dipartimento della Guerra americano sembrano videogiochi, ma lì sono già morte centinaia, migliaia di persone, l'economia mondiale è ferma perchè le petroliere sono in fila nello Stretto di Hormuz".Il bombardamento degli impianti di produzione del petrolio in Qatar e in Oman da parte dell'Iran, aggiunge, avrà effetti duraturi: "Se anche la guerra finisse domani mattina, la produzione di petrolio rallenterà del 20%". Sul presidente Trump, il giudizio è netto: "Si è buttato come uno che vive nell'infosfera, ha detto: proviamo a vedere che succede. Però fuori dall'infosfera c'è la realtà e devi vincere".Il romanzo si occupa anche della guerra in Ucraina. Riotta è stato al fronte nel Donbass nel 2022 e ha portato quell'esperienza diretta nella scrittura. "Per i russi la guerra in Ucraina dura ormai più della Seconda Guerra Mondiale", osserva. "Allora riuscirono a battere Hitler in quattro anni. Adesso non stanno riuscendo a battere un paese piccolo e abbastanza isolato".Il motivo, secondo Riotta, è profondo e storico: "Gli ucraini hanno fatto decenni sotto l'Unione Sovietica, hanno vissuto la carestia con milioni di morti di fame per decisione di Stalin. Non ci vogliono tornare". Una resistenza che in Occidente facciamo fatica a comprendere: "Per noi italiani ed europei l'idea che uno muoia per una causa è roba da libri di storia".I protagonisti del romanzo - il poliziotto americano e il suo vice - sono reduci delle guerre di Bush, Afghanistan e Iraq, della battaglia di Fallujah. "Gli americani hanno perso la guerra al terrorismo perchè in Iraq non hanno portato la democrazia, dall'Afghanistan sono dovuti scappare, hanno perso miliardi di dollari e migliaia di vite umane", ricorda Riotta. "Non credo sia una grande idea rispolverarla adesso"."Generose anime di eroi" è, in fondo, un romanzo sulla difficoltà di vedere chiaro in un mondo saturo di rumore. E la realtà, conclude Riotta, "sempre la maestra più dura".- Foto Italpress -(ITALPRESS).
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