Non una semplice lezione di educazione civica, ma un dialogo serrato, vivo e autentico tra lo Stato e studenti. La Questura di Pavia ha aperto le porte dell’Aula Magna “Giovanni Palatucci” per il progetto “La mafia non è un destino: scegliere la legalità nel quotidiano”, un’iniziativa di straordinario valore civile che sta riscrivendo il rapporto tra Forze dell’Ordine e territorio.
Fortemente voluto dal Questore di Pavia, Dott. Luigi Di Clemente, e coordinato dal Vicario, Dott. Daniele Manganaro (Medaglia d’Oro al Valor Civile), il laboratorio ha risposto a una specifica richiesta dei quattro principali istituti superiori della città: Cairoli, Volta, Copernico e Cardano. L’adesione è stata massiccia: 2.500 studenti delle classi quarte e quinte hanno partecipato alle sessioni, divisi tra i 350 presenti in aula e gli oltre 500 collegati in diretta video per ogni incontro.
Il percorso, iniziato lo scorso gennaio, ha visto il Dott. Manganaro guidare i giovani in un excursus storico profondo. Dalle origini del fenomeno mafioso alla repressione del "Prefetto di Ferro", il pavese Cesare Mori, fino alle sanguinose guerre di mafia condotte dai Corleonesi di Riina e Provenzano. Momenti di profonda commozione hanno accompagnato il ricordo del sacrificio di eroi dello Stato come Dalla Chiesa, Mattarella, Cassarà e Chinnici, culminando nel racconto delle stragi di Capaci e via D’Amelio.
Oltre alla storia, il laboratorio ha analizzato gli strumenti giuridici (dalla legge Pio La Torre alla "Legge Antoci") e la metamorfosi delle cosche odierne, sempre più orientate all'intercettazione di finanziamenti pubblici. Manganaro ha illustrato come lo Stato riesca oggi a colpire i clan attraverso ingenti sequestri patrimoniali.
L’appuntamento del 30 marzo ha visto salire in cattedra figure di spicco della lotta alla criminalità organizzata. L’On.le Giuseppe Antoci, Presidente della Commissione DMED del Parlamento Europeo e simbolo della resistenza civile, ha offerto una testimonianza che ha rappresentato il fulcro etico dell’intera giornata. Al suo fianco, le firme del giornalismo d’inchiesta Alessio Ribaudo (Corriere della Sera) e Laura Piva (Mediaset) hanno analizzato il ruolo cruciale della stampa nel contrasto ai clan.
Il commento del Questore Luigi Di Clemente: ”vedere l’Aula Magna della Questura gremita di studenti studenti è la prova tangibile che la Polizia di Stato non è solo un presidio di sicurezza, ma un punto di riferimento etico per le nuove generazioni. Abbiamo fortemente voluto questo 'Laboratorio sulle Mafie' perché siamo convinti che la lotta alla criminalità organizzata si vinca prima di tutto sui banchi di scuola, scardinando l'idea pericolosa che la mafia sia invincibile. Attraverso la testimonianza diretta di uomini che hanno vissuto il fronte, come il mio Vicario, il Dott. Daniele Manganaro, e l'On.le Giuseppe Antoci, abbiamo offerto ai ragazzi la prova che la legalità non è un concetto astratto, ma una scelta quotidiana di coraggio e dignità”
L'iniziativa, che si pone ormai come un modello operativo replicabile a livello nazionale, non finisce qui. Il prossimo 16 aprile, l'Aula Magna della Questura ospiterà un incontro dal valore simbolico immenso: gli studenti incontreranno Tina Montinaro, vedova di Antonio Montinaro, il Capo della scorta di Giovanni Falcone, caduto a Capaci. Sarà un momento per riflettere sul costo umano della lotta alla mafia e sull'eredità civile lasciata da chi ha sacrificato tutto in nome della democrazia.
Con questo laboratorio, la Polizia di Stato di Pavia conferma il suo ruolo di baluardo della cultura democratica, onorando il motto “Esserci Sempre” e costruendo, attorno alle Forze dell’Ordine, quella “scorta civica” formata da giovani consapevoli, liberi e coraggiosi.























