/ Cronaca

Cronaca | 29 aprile 2026, 11:26

Magenta, finti parenti in azione a Pontevecchio: rubati gioielli a una settantenne

Un altro odioso episodio accaduto verso le 18

Magenta, finti parenti in azione a Pontevecchio: rubati gioielli a una settantenne

Un saluto caloroso, una scusa qualunque e quell’aria di familiarità capace di mettere subito a proprio agio. È bastato questo per far scattare la trappola: un semplice “Ciao zia!” lanciato dal finestrino di un’auto ha dato il via all’incubo vissuto da una donna di settant’anni, che nel giro di poco si è ritrovata due estranei in casa e alcuni gioielli spariti. Succede tutto nel tardo pomeriggio, intorno alle 18, nella zona di Pontevecchio.

La signora sta tornando a casa quando una macchina si affianca. A bordo ci sono tre persone. Due scendono: un uomo e una donna che, con grande naturalezza, iniziano a parlarle come se la conoscessero da sempre. Si presentano come parenti lontani, si mostrano affettuosi, insistenti, quasi travolgenti.

La terza persona resta seduta in auto, lamentando un dolore alla caviglia: dice di non riuscire a salire le scale e di preferire aspettare lì. È un dettaglio studiato: serve a non destare sospetti e a spingere la vittima a muoversi verso casa. Colta alla sprovvista e spinta anche da un senso di cortesia, la donna finisce per invitarli a salire per un caffè. Una volta dentro, la messinscena continua. L’uomo tiene impegnata la padrona di casa con domande e racconti, mentre la donna chiede di andare in bagno. In realtà approfitta del momento per girare tra le stanze alla ricerca di oggetti di valore.

Nel frattempo, il complice prova a fare un passo in più: nota la collana che la signora indossa e, con una scusa improbabile, le chiede di toglierla. Dice che vorrebbe osservarla meglio, magari aggiungerci un ciondolo con la foto del marito defunto. Una richiesta strana, che finalmente fa scattare qualcosa. “È stato lì che ho capito,” racconterà poi la donna. “Soprattutto quando ha iniziato a chiedermi se vivevo da sola.” A quel punto reagisce con prontezza: inventa che il figlio sta per rientrare dal lavoro e che sarebbe arrivato a breve. Una frase decisiva. Appena sentono parlare di qualcun altro in arrivo, i due si scambiano uno sguardo, si chiamano a vicenda e si dileguano in fretta.

Solo dopo, però, arriva la conferma amara: nonostante il sospetto e la reazione finale, i truffatori erano comunque riusciti a portare via alcune catenine. Un episodio che mette in luce quanto questi raggiri siano costruiti con attenzione, facendo leva sulle emozioni e sulla fiducia, sfruttando ricordi e legami familiari per abbassare le difese e colpire.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO AD APRILE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Aprile 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore