(Adnkronos) - La crisi di Ceuta approda sul tavolo dell’Unione europea. I ministri dell’Interno dei 27 si riuniranno oggi, martedì 4 agosto, in una sessione straordinaria dedicata alle implicazioni per la sicurezza interna europea dopo gli eventi che hanno coinvolto l’enclave spagnola in Nord Africa. Al centro del confronto la protezione delle frontiere esterne, il contrasto ai flussi migratori irregolari e la risposta comune dell’Ue.
L'incontro straordinario è stato chiesto in una lettera, firmata da 22 Paesi europei con Italia e Danimarca capofila, ma senza Francia e Portogallo, i due Paesi confinanti con la Spagna. La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha accettato di fare il punto sulla crisi, ribadendo che contrastare l'immigrazione illegale richiede solidarietà e una risposta europea unita.
La vicenda ha già aperto un confronto politico tra Italia e Spagna. Madrid ha chiesto un sostegno europeo nella gestione dell’emergenza e ha insistito sulla necessità di una risposta condivisa davanti a una pressione migratoria che considera una sfida per i confini dell’Unione. Roma, invece, ha ribadito la linea di un rafforzamento complessivo del controllo delle frontiere esterne e di una maggiore responsabilizzazione europea nella gestione dei flussi.
Nel Coreper - il Comitato dei rappresentanti permanenti dei governi degli Stati presso l'Ue - che ieri ha fatto il punto sugli eventi di Ceuta, l’Italia – secondo fonti di governo – ha richiamato i contenuti della lettera sottoscritta venerdì scorso da 22 Capi di Stato e di governo dell’Ue, sottolineando la necessità di un “approccio europeo” al contrasto dell’immigrazione irregolare. Durante il confronto, Roma ha evidenziato che "la protezione delle frontiere esterne e il rafforzamento della dimensione esterna della politica migratoria" devono essere “i pilastri dell’azione dell’Unione”, anche perché dall’integrità dei confini esterni dipende il funzionamento dello spazio Schengen.
L’Italia ha inoltre chiesto di rafforzare gli strumenti contro l’immigrazione irregolare, intervenendo sui cosiddetti fattori di attrazione e aumentando la capacità di deterrenza europea. Tra le priorità indicate dal governo anche un rafforzamento della cooperazione con i Paesi terzi e una maggiore efficacia dei rimpatri, attraverso l’avvio di progetti pilota per la creazione di “return hubs” nei Paesi terzi.
Nel confronto europeo Roma ha infine richiamato la necessità di dare attuazione alla Dichiarazione di Chisinau, con l’obiettivo di adeguare il quadro giuridico internazionale alle nuove sfide poste dalla migrazione irregolare. La riunione straordinaria dei ministri dell’Interno sarà quindi chiamata a misurare la capacità dell’Ue di trovare una posizione comune su una questione che continua a dividere gli Stati membri: da una parte chi chiede un maggiore controllo dei confini e politiche più incisive sui rimpatri, dall’altra chi insiste sulla necessità di una gestione europea fondata sulla solidarietà e sul rispetto delle norme sull’asilo.











