(Adnkronos) -
Milo Infante, dopo oltre vent’anni in Rai, debutta su Rete 4 con 'Ore 11'. La prima puntata si è aperta con un approfondimento sul femminicidio di Tania Terrin: "Una donna che non siamo stati in grado di salvare, nonostante il suo assassino sia stato più volte denunciato da altre donne per violenza", ha detto il conduttore.
In scaletta anche la storia della dodicenne che è riuscita a sottrarsi agli abusi del compagno della madre facendo il segnale antiviolenza, oltre a un aggiornamento sul caso Garlasco. Spazio poi all’arresto del rapper Tony Boy, fermato dopo la perquisizione della sua abitazione, dove gli agenti hanno trovato cocaina, marijuana e hashish, una pistola con matricola abrasa e una cinquantina di munizioni.
Infante sarà in onda con 'Ore 11' ogni mattina alle 10:50 circa su Rete 4 e con 'Verità Nascoste – Il Diario' alle 16:45 su Canale 5 per due settimane, fino al 4 settembre: una fascia che farà da lancio a 'Verità Nascoste', il nuovo programma di approfondimento dedicato alla cronaca, in partenza il primo settembre in prime time ogni martedì su Rete 4. Un debutto che, ha spiegato in un'intervista rilasciata all’Adnkronos alla vigilia dell'avvio della trasmissione, parte "con lo spirito di una scommessa importante". Sarà "un lavoro lungo, che si svilupperà negli anni, non nei giorni o nelle settimane". La mattina è "una sperimentazione", mentre la prima serata è "il programma su cui contiamo di investire tanto, nel senso di lavoro, di concentrazione, di obiettivo. Perché il martedì è un giorno molto complicato per l’informazione".
Sul suo arrivo a Mediaset, Infante ha sottolineato di aver trovato un ambiente dove "al centro c'è il prodotto": "Se hai un'esigenza, c’è una squadra che lavora per il prodotto, cosa che ultimamente ho faticato a trovare in Rai. Non c’è tutta la burocrazia che c’è lì: la Rai oggi è divisa in comparti che spesso non si parlano, e l’esigenza della produzione a volte non trova riscontro in una pronta reazione". Quanto alla libertà nel fare informazione, ha detto: "La libertà che c’è a Mediaset è nota. Più che di libertà parlerei di coraggio di sperimentare. Sono entrato in un grande gruppo che ha il coraggio di esserci, perché è un’informazione che non si spegne mai, presente d’estate, d’inverno, a Natale, a Capodanno. È una macchina organizzativa impressionante, e lo dico venendo dalla Rai. Il fatto di restare accesi con tutti i programmi anche ad agosto è uno sforzo produttivo imponente". Infine, non teme l’effetto "volto Rai": "Se dovesse andare male la prima serata, il problema è mio. Non credo nel fatto di dire: eri troppo Rai, quindi a Mediaset non funzioni. Il fallimento sarebbe mio: avrò sbagliato temi, ospiti, argomenti, narrazione".










