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Lifestyle | 27 agosto 2026, 09:36

L’estate dei giovani lombardi: un mondo che cambia

L’estate dei giovani lombardi: un mondo che cambia

C’erano una volta i ragazzi… simbolo di forza, spigliatezza, portatori sani di vitalità e, perché no, di euforia. 

Un tempo i lombardi under 30 trascorrevano le calde estati italiane tra movida e gite fuori porta, tra i drink e la voglia di cambiare il mondo. Poi sono arrivati internet, gli smartphone, i social e tutto è mutato, almeno in parte. 

Un bene? Un male? Non sta a noi giudicare. In questa sede ci limitiamo all’osservazione del fenomeno in chiave antropologica: molti giovani di oggi, anche nella nostra Vigevano, rappresentano una “controtendenza divenuta tendenza”, dal momento che alle serate all’aperto preferiscono il divano, il computer, i social media e mezzi di intrattenimento totalmente diversi, di cui usufruire rimanendo comodamente – forse fin troppo – a casa. Stiamo parlando dello streaming video delle grandi piattaforme, con film e serie TV che hanno sostituito la classica uscita per andare al cinema, rischiando di minare un intero settore economico; dei nuovi portali di intrattenimento ludico, scommesse e gioco digitale in primis, tra cui spiccano i nuovi AAMS casinò, in cui l’offerta è talmente ampia e accattivante da richiedere l’occhio vigile e attento dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e che hanno sostituito le tradizionali sale giochi; ma parliamo anche dello scrollamento continuo di contenuti, immediato tanto quanto effimero, che ha oramai preso il posto delle chiacchierate in piazza con gli amici. 

Fenomeno o disagio? 

Sono in molti a domandarsi, sempre più spesso, come possa scegliere, chi vive la stagione più bella della vita, la gioventù, portatrice sana di spensieratezza, forza e salute, di rimanere in casa con uno smartphone in mano, connesso con il resto del mondo ma allo stesso tempo isolato da tutti, anziché uscire, viaggiare, muoversi… in una parola “vivere”. 

Non dobbiamo, però, commettere l’errore di generalizzare: i dispositivi tecnologici fanno parte della quotidianità dei nostri ragazzi e li accompagneranno nella loro vita privata, accademica e lavorativa, ma questo non significa che gli adulti di domani siano tutti uguali o che facciano soltanto quello, come qualche “espertone datato” vorrebbe farci credere. 

I ragazzi, infatti, vivono anche di sport, di viaggi, di musica, di sballo, proprio come accadeva ai loro genitori e nonni negli anni ‘70, ‘80 e ‘90: basti guardare agli ottimi risultati conseguiti dai giovani ducali dell’Atletica Vigevano, in forma strabiliante e con una condizione atletica che non ha nulla da invidiare a quella dei loro avi. 

La verità sta sempre nel mezzo

Occorre quindi essere oculati prima di muovere giudizi affrettati. 

I ragazzi sono social, sono telematici, sono nerd e internauti… ma sono anche atleti, ballerini, viaggiatori e, perché no, acculturati. D’altronde quanti under 25 parlavano più lingue fino a 30-40 anni fa? Oggi, invece, complice il progresso iper-tecnologico, sono in tanti ad avere dimestichezza con l’inglese e altre lingue.

E quanti giovanissimi, negli anni ‘90, avrebbero sognato di fare tante cose, dovendo passare ore e ore a studiarle nella loro cameretta, quando invece gli adolescenti di oggi riescono a concretizzarle dopo aver visto un semplice tutorial? 

È vero, è incontrovertibile, la soglia di attenzione si è abbassata… ma è altrettanto sicuro che la capacità di apprendimento nel breve periodo, nell’arco di pochi minuti, si è alzata di molto, perché i ragazzi concentrano tutto il loro interesse su contenuti lampo che, dopo una valutazione fulminea, scelgono scientemente di accantonare, di mandare avanti, di scrollare. 

Se questo cambiamento epocale determinerà un futuro migliore o peggiore, non è dato saperlo. E forse, come diceva il poeta, ogni generazione passerà il proprio tempo a ripetere “Eh, era meglio prima”, non accorgendosi di cadere nell’ovvietà di una frase destinata ad essere ripetuta sempre da una sola categoria: coloro che stanno invecchiando!


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