ROMA (ITALPRESS) - "La sinistra ha sempre lamentato, anche a ragione, che non ci fossero quasi mai modifiche tra Camera e Senato. Introdurle è la normalità del bicameralismo. Anzi, dovrebbe avvenire più spesso. Adesso mi rende perplesso che si lamentino della modifica proposta di far contare ai fini della vittoria di una coalizione anche i voti di tutte le forze politiche che non raggiungono il 3%. E che non siano contenti di quella a favore dell'alternanza uomo-donna nella lista". Così, in una intervista al Corriere della Sera, in merito alle proposte di modifica della legge elettorale, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, che aggiunge: "Trovo incomprensibile la levata di scudi a sinistra contro il ballottaggio. L'avevo proposto io diversi mesi fa, e nella prima bozza c'era. L'intento era quello di avvicinare le posizioni tra destra e sinistra, non certo di dividere. E' sempre stato più gradito alla sinistra. Il costituzionalista Ceccanti, audito su richiesta del Pd, si è speso molto a favore del ballottaggio. E anche Renzi (da capo del Pd), Bersani, D'Alema e Franceschini si pronunciarono a favore".
"La Lega - prosegue La Russa - non è favorevole al ballottaggio, forse temendo che favorisca a suo danno Vannacci. Lui, al contrario, protesta e non vuole che venga introdotto. In realtà il senatore Pera ha presentato l'emendamento, non per fare dispetto a lui o al Pd, ma perchè crede sia la soluzione migliore. E la sua statura ci impedisce di pensare diversamente". Alla domanda se le Camere a maggioranze difformi non spaventano, risponde: "No. Perchè con qualsiasi legge si può verificare. E perchè se le maggioranze fossero difformi con il ballottaggio i seggi verrebbero assegnati su base proporzionale". E sulla possibilità che il ballottaggio rientri nel testo, dice: "Improbabile ma non impossibile. Inferiori al 50%". Ed all'osservazione se la Lega accetterebbe compensazioni, commenta: "Nel centrodestra non ragioniamo così e comunque non ce ne sarebbe nemmeno il tempo. Semmai tutti, compresa la Lega, dovrebbero considerare più importante avere una legge che punta ad avere un governo stabile piuttosto che il legittimo interesse di partito".
In merito ad eventuali possibili convergenze con Vannacci, "possiamo avere temi in comune - dichiara il presidente del Senato -, come ce l'abbiamo con Schlein (sostegno Ucraina) e perfino con i Cinque stelle. Ma ci sono sostanziali difformità: penso alla sparata contro il reato di femminicidio e alle decisive differenze in politica estera. E poi ha tradito la fiducia di Salvini. Da un generale si aspettava un comportamento etico diverso. Non glielo auguro ma non è difficile pensare che 'chi tradisce una volta tradirà ancorà. Senza contare che ha votato più con la sinistra che con il centrodestra". Lui si proclama vera destra. "L'ho sentito dire a molti. A Forza Nuova e Casapound. Ma ancor prima Pino Rauti, pure un fior di intellettuale e legittimamente anche a Storace. Ma la continuità con la dovuta evoluzione è sotto gli occhi di tutti: è quella di Giorgia Meloni - sottolinea La Russa -. Diceva Tatarella: bisogna difendere l'interesse degli italiani prima ancora di difendere doverosamente la nostra identità. Altrimenti ci si accontenta di fare pura testimonianza, facendo vincere la sinistra, per rivendicare di essere la vera destra".
Capolista bloccati, preferenze farlocche? "Su questo mi arrabbio. Io ho presentato cinque anni fa, quando abbiamo discusso l'attuale legge, una norma che prevedeva le preferenze - risponde il presidente del Senato -. Tranne FdI l'hanno bocciata tutti, non solo la sinistra. Allora presentai una proposta mediana che è esattamente quella che ora il centrodestra ha riproposto: capolista bloccato e il resto con le preferenze. Bocciarono anche questa. Mentre adesso fanno finta di essere i difensori delle preferenze che non hanno voluto e che l'attuale legge, che loro vorrebbero conservare senza modifiche, infatti non prevede". "Il mio auspicio - ribadisce - è che tutti concorrano. Ma se ciò che tu sinistra proponi da sempre, lo metto e tu poi lo bocci...". In merito ai tempi, aggiunge: "La maggioranza voleva approvare la legge al Senato prima delle ferie. Se è ancora qui è perchè non ho permesso forzature nè accelerazioni eccessive".
- foto Ipa Agency -
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