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Ultim'ora | 04 settembre 2026, 09:03

Venezia 83, è il giorno di Paul Schrader e 'La città dei vivi'

Venezia 83, è il giorno di Paul Schrader e 'La città dei vivi'

(Adnkronos) - La terza giornata della 83esima Mostra del Cinema di Venezia si apre con 'The Basics of Philosophy', l'opera 'Fuori Concorso' di Paul Schrader, prodotta da Martin Scorsese. Il film - con protagonisti Jack Huston, Sofia Boutella, Daniel Zovatto, Bill Pullman, Dana Delany, Shiloh Fernandez, Karl Glusman ed Elizabeth Petruso - segue un professore di filosofia, John Jorissen: insegna in un piccolo ateneo del Midwest americano e sta scrivendo un saggio su Baruch Spinoza. La sua vita si divide tra l’insegnamento, la scrittura e il tempo trascorso con la compagna Becca, anche lei docente, e con Willie, il figlio adolescente di lei. Jorissen è brillante, severo e distaccato. Qualcosa, nel suo passato, continua a tormentarlo. Alla morte del padre Melvyn, con cui aveva un rapporto difficile, l’improvvisa comparsa al funerale di un giovane, Miguel Basque, sconvolge Jorissen. Attraverso alcuni flashback riaffiora un tragico evento del passato che vede protagonisti il giovane professore e Miguel, figlio del giardiniere di famiglia; un incidente insabbiato dal padre di Jorissen in cambio di denaro e del pagamento degli studi del ragazzo. Consumato dal senso di colpa e dalla certezza che il Dio di Spinoza non perdonerà mai le sue azioni, Jorissen si procura del Nembutal, un farmaco potenzialmente letale, pur avendo chiesto a Becca di sposarlo. Quando Miguel rivela la verità alla donna, Jorissen nega ogni addebito. Disperato, rintraccia Miguel e gli rivela l’intenzione di togliersi la vita, ma viene fermato prima di compiere il gesto. Il film si chiude all’altare: mentre Jorissen e Becca si scambiano i voti matrimoniali, Miguel li osserva in silenzio tra i banchi della chiesa e il giovane Willie porge l’anello al suo nuovo padre. 

Dopo 'Wild Horse Nine' di Martin McDonagh e 'Bucking Fastard' di Werner Herzog presentati ieri, il Concorso prosegue con '15/18 (A Place To Heal)' di Cédric Kahn e 'Mr. Nelson, Did You Kill People?' di Shinya Tsukamoto. Il film di Kahn racconta di Lucia, 17 anni, che viene accompagnata dalla polizia nel reparto di neuropsichiatria per adolescenti di un ospedale pubblico, un luogo che conosce fin troppo bene. Una volta lì, ritrova l’amica Eloïse, ricoverata da tempo, e incontra un nuovo gruppo di ragazzi, ognuno alle prese con i propri demoni. Guidati da Etienne, i medici li curano, li ascoltano, incontrano le loro famiglie, confrontandosi con la cruda realtà delle vite dei loro pazienti e, al tempo stesso, cercando di gestire un reparto costantemente sotto pressione. Tra pazienti e operatori si creano legami fragili, in un delicato equilibrio che lascia intravedere spiragli di speranza, guarigione e persino momenti di leggerezza. Ma un giorno l’arrivo del misterioso Enzo minaccia di sconvolgere tutto. Mentre il nuovo film del regista giapponese Tsukamoto racconta la storia di un veterano della guerra del Vietnam. L'uomo ripercorre le sue esperienze al fronte e le profonde difficoltà personali e sociali affrontate una volta tornato a casa, facendo i conti con il peso del suo passato e del trauma del conflitto. 

Dalla sezione 'Orizzonti' arriva 'La città dei vivi', diretto da Edoardo Gabbriellini e tratto dall'omonimo libro di Nicola Lagioia. Il film - ispirato all'omicidio Varani - segue Luca, un ragazzo di ventitrè anni. Vive in una famiglia che lo ha adottato e che lo ama. Si muove con i suoi amici tra la periferia e il centro e ha una fidanzata con la quale vive un amore giovane ma importante per entrambi. Luca sta cercando la sua strada, in un’età in cui tutto sembra ancora possibile e al tempo stesso già perduto, e in questa ricerca vive una doppia vita. Una notte, dopo un incontro apparentemente casuale, la traiettoria della vita di Luca si spezza, infrangendosi contro una violenza cieca e insensata. "Questo film non offre alcuna spiegazione per la tragedia, nessuna intuizione e nessuna teoria sugli adolescenti o sulla società di oggi. È un racconto di formazione interrotto, punteggiato da tutta l’umanità intorno al protagonista, che diventa un coro, o meglio la musica che scandisce il ritmo e l’atmosfera della città in cui si muove", come ha spiegato Gabbriellini nelle note di regia. (dalle inviate Loredana Errico e Lucrezia Leombruni) 

 

 

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