(Adnkronos) -
Ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo per Gilberto Cavallini, l'ex membro dei Nar condannato all'ergastolo per la strage di Bologna del 2 agosto 1980. Il ricorso, depositato dall'avvocato Alessio Pomponi, è stato proposto dopo la decisione della Corte di Cassazione del 6 luglio di quest'anno che ha confermato la cessazione della semilibertà in seguito al nuovo titolo esecutivo con isolamento diurno e il conseguente rientro in carcere. Cavallini è in carcere dal 1983 e il 23 marzo 2017 gli era stata concessa la semilibertà.
Nel ricorso davanti alla Corte di Strasburgo vengono denunciate la violazione degli articoli 3 e 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Il ricorso censura "sia l’effetto automatico che ha interrotto un lungo e consolidato percorso trattamentale, sia le concrete condizioni di esecuzione dell’isolamento, che hanno determinato la sospensione delle attività rieducative, l’impossibilità di frequentare regolarmente la messa, le limitazioni nei colloqui spirituali e familiari e una compressione particolarmente grave della vita relazionale".
Inoltre, dopo il trasferimento nel carcere di Parma del 19 luglio, Cavallini, sottolinea il suo legale, "si troverebbe in condizioni ulteriormente aggravate, con forti limitazioni all’ora d’aria, assenza di attività trattamentali e significative difficoltà nei contatti con l’esterno". L'obiettivo è "far accertare che il percorso di risocializzazione compiuto in quasi quarant’anni di detenzione - conclude l'avvocato Pomponi - non può essere annullato da un meccanismo automatico, né svuotato attraverso modalità esecutive che incidono sulla dignità della persona e sui suoi legami affettivi".







