(Adnkronos) - "Noi faremo di tutto perché sia davvero il tempo. E perché 'quando c'era lei' divenga per sempre passato". Si chiude così l'ultimo libro di Matteo Renzi, 'Quando c'era lei', edito da Solferino.
Una chiusa che è anche una promessa, un impegno e un inizio. Quello della campagna elettorale, ormai alle porte, per le elezioni politiche del prossimo anno. Mandare a casa Giorgia Meloni, l'obiettivo dell'ex-premier rientrato nel centrosinistra e pronto a dare il suo contributo. Con patenti di garanzia o meno, come chiede Giuseppe Conte. Renzi nel libro lo fa demolendo "la propaganda" del governo di centrodestra ed insieme lanciando proposte per un centrosinistra che torni a vincere.
Il titolo fa il verso al detto dei nostalgici: "Quando c'era lui i treni arrivavano in orario". Lui è ovviamente Benito Mussolini. E Renzi "rovescia quella formula" facendola diventare "l'atto di accusa più tagliente contro chi governa. 'Da quando c'è lei' - si legge nella copertina - si pagano più tasse, i treni viaggiano in ritardo, i giovani hanno ripreso la via dell'estero, benzina e spesa costano di più e l'Italia è diventata meno sicura". In definitiva, "quando c'era lei, Giorgia, l'Italia andava peggio di prima". E per dimostrarlo Renzi porta numeri che smentiscono "le fake news della macchina social di Fratelli d'Italia" e "il racconto sdolcinato della propaganda meloniana".
Le tasse, ad esempio. "La pressione fiscale nel 2025 ha raggiunto il 43 per cento: lontani sembrano i tempi in cui Meloni giurava e spergiuriava che avrebbe messo il limite del 40 per cento di pressione fiscale in Costituzione". Oppure i salari. "Quando c'era lei - scrive Renzi nel libro- il potere d'acquisto degli italiani crollava. I salari reali sono del 7,5 per cento più bassi rispetto ai valori del 2021 (dati Ocse)". Meno soldi, più inflazione e sempre meno bambini che nascono. "Prendiamo i numeri del Dossier realizzato dalla Fondazione perla Natalità in collaborazione con l'Istat. Il 62 per cento degli italiani rinuncia a fare figli perchè semplicemente costa troppo". L'elenco dei 'fallimenti' del governo è lungo e c'è anche il capitolo energia. "Sull'energia quando c'era lei non sono state mantenute le promesse elettorali, non si è cambiata la direzione di marcia in Europa, non si sono sbloccate le rinnovabili, non si sono eliminate le accise". Insomma, "Giorgia ma quanto ci costi? Il costo per i cittadini degli errori di Giorgia Meloni in questi anni è enorme. E il paradosso è che il costo più grande non è per ciò che il governo ha fatto, ma per quello che non ha fatto. In tempi di così radicale cambiamento nascondersi nell'immobilismo non è saggezza, ma diserzione".
Ma Renzi non si occupa solo di demolire la 'propaganda meloniana'. Nel libro avanza diverse proposte da "offrire all'intero centrosinistra e al Paese". Anche perché la condizione per vincere, oltre che ci sia "una alleanza ampia", è che il centrosinistra "abbia anche e sopratutto delle idee da proporre come alternativa a questi anni di governo basati su provvedimenti emotivi, in risposta a fatti di cronaca: misure da influencer buone su Instagram, non per la Gazzetta ufficiale". Renzi si concentra, tra i vari temi, su quello della sicurezza dedicando un capitolo a 'Un euro in cultura, un euro in sicurezza', lo slogan che racchiudeva il senso e lo spirito delle politiche in materia ai tempi di palazzo Chigi. Argomenta Renzi: "Se davvero vogliamo vincere, dobbiamo trovare una proposta sulla sicurezza che sia distante dal buonismo ideologico di parte della sinistra e che sia diversa dal cattivismo ideologico dei Vannacci e dei Salvini: gente che non garantisce sicurezza ma diffonde paura".
L'ex-premier suggerisce alcune strade. Intanto "appoggiarsi agli amministratori" di centrosinistra che vivono in prima persona la concretezza della questione sicurezza. Cita Michele De Pascale, Vincenzo De Luca. E poi Renzi torna sulla sua 'ricetta' quando era presidente del Consiglio. "Quando si parla di sicurezza per me non si può prescindere dalla cultura" e questa "per me è la proposta su cui il centrosinistra dovrebbe ritrovarsi. E che fa la differenza rispetto a 'quando c'era lei'. Giorgia Meloni si è riempita la bocca di sicurezza ma non ha portato a casa risultati" ed "ha totalmente lasciato sguarnito il settore della cultura affidandosi a due personaggi improbabili come Sangiuliano e Giuli". Allora, sollecita Renzi, "partiamo da qui. Un investimento educativo e culturale contribuisce più di qualsiasi altra scelta nel costruire una società più sicura e nell'insegnare la speranza senza farsi stritolare dalla paura".
Renzi passa poi a decostruire la vulgata secondo cui Meloni avrebbe tenuto la "barra dritta in politica estera". Il titolo del capitolo, 'Il cappellino in mano', è già un indizio sul giudizio dell'ex-premier. "In politica interna Meloni non ha fatto nulla, in politica estera ha fatto male" andando "sul palco della Casa Bianca con il cappello in mano, anzi il cappellino Maga in mano. Sulla politica estera si è registrato il fallimento più drammatico" di Meloni, che ha posizionato l'Italia "dalla parte sbagliata della storia".
L'ultimo capitolo del libro 'Il Kraken che non ti aspetti' sono pagine personali di bilancio, del senso di colpa sul fallimento del referendum, superato anche grazie alla sconfitta di Meloni in quello della giustizia quest'anno, di propositi e di un impegno che si rinnova. "Chi ama la politica sa che non c'è tempo migliore di questo per provare a impegnarsi e mettersi in gioco fino in fondo. Io lo faccio con la libertà di chi conosce la durezza della sfida e la bellezza del sogno. Perché 'quando c'era lei' resti solo un ricordo, come un brutto sogno, e non diventi l'incubo di questa destra padrona del Quirinale e di ogni palazzo romano. E perché quando ci saremo noi - se ricapiterà- possiamo mettere davvero al centro le questioni degli stipendi, dell'umanesimo, dell'Europa".














