È stata inaugurata venerdì 9 ottobre presso la sede del Comune di Pavia (Piazza Municipio 2) la mostra “Le parole che non ho detto”.
La mostra è curata del Centro diurno “Riapri il mondo” e del reparto di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Fondazione Mondino IRCCS che nasce dal lavoro dal laboratorio di scrittura creativa e Caviardage, un percorso pensato per offrire agli adolescenti uno spazio in cui esprimersi, raccontarsi e sperimentare nuovi modi di comunicare.
All'inaugurazione hanno partecipato gli assessori del Comune di Pavia Alessandro Caliandro e Anna Gregorini, e per il Mondino Luca Capone, psicologo psicoterapeuta dell' età evolutiva e Laura Angioni specialista in Riabilitazione Psichiatrica Parent Coach e Arteterapeuta.
Il Metodo Caviardage ® racchiude diverse tecniche di scrittura poetica che consistono nell’elaborare delle poesie partendo da testi già scritti come dei fogli di giornale oppure pagine di libri da macero, ad esempio utilizzando vecchi racconti.
Questa iniziativa, realizzata con in patrocinio del Comune e dell'Assessorato alle Politiche Educative ed Aggregative, Lavoro, Partecipazione e Sanità , si inserisce nella Settimana della Salute Mentale, un’occasione per ricordare che la salute riguarda ogni dimensione della persona: il corpo, la mente, le emozioni e le relazioni. Prendersi cura della propria salute mentale significa anche poter esprimere ciò che si prova, dare un nome alle emozioni, sentirsi ascoltati e trovare spazi in cui essere accolti e Sé stessi. La creatività può diventare uno di questi spazi: un modo per conoscersi, comunicare e condividere ciò che spesso è difficile dire a parole.
"Il valore di questo progetto – spiega la dottoressa Laura Angioni della Fondazione Mondino - risiede innanzitutto nella partecipazione e nell’impegno dei ragazzi, che hanno avuto il coraggio di mettersi in gioco, sperimentarsi e trovare attraverso la scrittura e la creatività nuovi modi per esprimere pensieri ed emozioni. Ogni elaborato rappresenta così non solo un’espressione artistica, ma anche un piccolo, importante passo nel percorso di ciascun ragazzo: il coraggio di esprimersi, di essere ascoltato e di riconoscere valore alla propria voce. Esperienze come questa mostrano quanto sia importante offrire ai ragazzi spazi in cui possano sentirsi protagonisti, valorizzando le proprie risorse e sperimentando modalità diverse di comunicazione e relazione. In questo senso, le terapie riabilitative rappresentano un prezioso supporto alle terapie tradizionali: attraverso attività creative, espressive e relazionali permettono di lavorare su competenze emotive, comunicative e sociali, integrando il percorso di cura con esperienze concrete e significative. La mostra finale diventa così non soltanto la restituzione di un lavoro, ma la testimonianza di un percorso fatto di partecipazione, crescita e possibilità, nel quale ogni ragazzo ha potuto trovare il proprio spazio e vedere riconosciuto il valore del proprio contributo."
La mostra ad ingresso gratuito rimarrà aperta fino al 17 ottobre a ingresso libero.
Orari 8.30-13 (Lun- Sab) 8-17 (Mar-Giov)















